Corte penale internazionale: indagare Israele per crimini di guerra

Corte penale internazionale: indagare Israele per crimini di guerra

La Corte penale internazionale dell’Aia ha approvato ieri la richiesta del procuratore Fatou Bensouda di aprire una indagine formale contro Israele – e contro il movimento islamico Hamas – per crimini di guerra. I palestinesi hanno accolto con grande soddisfazione il riconoscimento, contro il parere di Israele, della giurisdizione della Corte nei loro territori sotto occupazione militare. Bensouda nel 2019 ha scritto che «c’è motivo per credere che crimini di guerra siano stati commessi nel contesto delle ostilità del 2014 a Gaza», riferendosi all’offensiva Margine di Protezione, che le forze israeliane abbiano lanciato «intenzionalmente attacchi sproporzionati» e che le autorità israeliane abbiano commesso crimini «trasferendo civili (i coloni, ndr) in Cisgiordania».

* Fonte: Michele Giorgio, il manifesto

 

ph by International Criminal Court



Related Articles

Il “gendercidio”, punta avanzata della discriminazione sessuale

La denuncia: una strage silenziosa
L’Onu: metà  del mondo non è per le donne

I POVERI. In molte nazioni le braccia femminili sono considerate un peso insostenibile
I RICCHI. Anche nell’India avanzata resiste lo stereotipo e muoiono 600 mila bambine l’anno
100 milioni di fantasmi. Sono le donne che mancano all’appello nel mondo secondo una stima (del 1990) del Premio Nobel Amartya Sen
1152 stupri ogni giorno. È l’orrendo primato della Repubblica Democratica del Congo, dopo l’Afghanistan il Paese più pericoloso per le donne
87 per cento di analfabete. Il regime dei talebani ha lasciato un’eredità  drammatica: in Afghanistan moltissime donne non sanno leggere né scrivere
134 neonati maschi. Sono i bambini che nascono in Cina ogni 100 bambine: una sproporzione dovuta agli aborti selettivi e al pregiudizio culturale

Il magistrato che cancella la parola extracomunitario

 Circolare agli agenti: è razzismo. La filologa: giusto

Seggio all’Onu per Cina, Russia, Cuba e Arabia Saudita

Una nuova infornata di Stati va a consolidare la struttura del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite 

L’assemblea dell’organismo internazionale ha nominato Cina, Russia, Arabia Saudita, Cuba, Francia, Gran Bretagna, Algeria, Marocco, Namibia, Sudafrica, Maldive, Messico, Macedonia e Vietnam come membri per i prossimi tre anni del Consiglio per i diritti dell’uomo (il Sud Sudan e l’Uruguay hanno invece fallito la nomina).

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment