Paolo Rossi. Lettere dalla montagna

Paolo Rossi. Lettere dalla montagna

In occasione di una Festa di Liberazione molto particolare, l’attore Paolo Rossi scrive una lettera dal confinamento sociale in cui siamo tutti costretti, per ricordare la storia e anche i suoi buchi neri. Un racconto divertente e istruttivo, per ridere e per pensare. Anche a un “dopo” che bisogna iniziare a costruire, magari recuperando sogni e valori di chi 75 anni fa riuscì a liberare l’italia e il mondo dal virus del nazifascismo. Che ora sta rialzando la testa.

 



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Una controriforma che soffoca l’università 

Eliminare la figura del ricercatore a tempo indeterminato è come immaginare un’università  di soli professori, un’amministrazione pubblica fatta di soli dirigenti o un giornale fatto di soli direttori. Così dilaga la precarietà  e la fuga dei cervelliTra i guasti della riforma Gelmini dell’Università  – e delle contestuali politiche di tagli della spesa pubblica -, quello forse più grave tocca le vite di tanti giovani che della ricerca e della didattica universitaria hanno fatto il loro impegno di studi.

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