Francia, l’affaire Benalla. Violenze non solo di polizia contro i manifestanti

Francia, l’affaire Benalla. Violenze non solo di polizia contro i manifestanti

Francia . All’inizio della settimana, interrogato in parlamento il ministro degli Interni, Gérard Collomb, accusato di aver “mentito”

PARIGI. Un affare di stato o una serie di tragici errori di valutazione all’Eliseo? Macron è preso nella tempesta del “Benallagate”. Ieri, Alexandre Benalla, guardia del corpo di Macron, è stato posto in stato di fermo, assieme a quello che fino a due mesi fa era il suo superiore, il gendarme riservista Vincent Crase. Fermati anche tre poliziotti, che appena lo scandalo è esploso, questo mercoledi’, hanno fatto pervenire a Benalla il video che lo incrimina: la guardia del corpo, con un casco della polizia, aggredisce violentemente un manifestante in place de la Contrescarpe la sera del 1° maggio. Dopo tre giorni di polemiche, l’Eliseo ha deciso di aprire una “procedura di licenziamento” contro Benalla, che da poche settimane era anche alloggiato in un immobile di proprietà dell’Eliseo. Il direttore di gabinetto dell’Eliseo, Patrick Strzoda, è stato interrogato ieri come “testimone”. Sul caso sono state aperte tre inchieste: giudiziaria, interna alla polizia e parlamentare. L’opposizione denuncia lo scandalo, che contraddice in flagrante la promessa di Macron di uno stato “senza macchia”. La France Insoumise parla di “affare di stato”. Il Ps e l’ex candidato Benoît Hamon chiedono le dimissioni del ministro degli Interni, Gérard Collomb, che dovrà rendere conto del caso di fronte all’Assemblée all’inizio della prossima settimana, accusato di aver “mentito”.

Il Benallagate è iniziato il 1° maggio. Alexandre Benalla, 26 anni, fa chiedere dall’Eliseo alla polizia di poter partecipare alle operazioni di mantenimento dell’ordine come “osservatore”. E’ una pratica che esiste, riservata a giornalisti o specialisti (più strano per qualcuno che fa la guardia del corpo). Il guardiaspalle, il cui nome non compare nell’organico ufficiale dell’Eliseo, è filmato mentre picchia un manifestante (comportamento evidentemente proibito a un “osservatore” e anche alla polizia): c’è qui una chiara usurpazione di funzione, di cui Benalla è chiamato a rispondere alla giustizia. Bentalla è uno stretto collaboratore di Macron, che ha “protetto” durante la campagna elettorale e poi all’Eliseo (prima aveva svolto questa funzione anche con  i socialisti Martine Aubry e Arnaud Montebourg). Infine, c’è il tentativo – smascherato – di soffocare lo scandalo. E’ coinvolto l’Eliseo, fino al gabinetto del presidente, ma anche il ministro Collomb, che era stato informato dei fatti della Contrescarpe già il 2 maggio e non aveva denunciato Bentalla, come dovuto secondo l’articolo 40.

Il governo e l’Eliseo hanno solo pensato che i fatti potevano passare sotto silenzio? Oppure c’è dell’altro? Benalla è un’intoccabile? E’ questo sospetto che ha sollevato la menzogna iniziale. Il portavoce di Macron ha spiegato giovedi’ che Benalla era stato punito, con una sospensione di 15 giorni senza stipendio, “una sanzione mai vista prima”, ma cosi’ blanda che la guardia del corpo era di nuovo all’opera persino per la protezione dei Bleus sui Champs-Elysées. L’inchiesta parlamentare e quella giudiziaria dovranno chiarire la situazione (quella interna alla polizia, le complicità di cui ha goduto il guardiaspalle).

* Fonte: Anna Maria Merlo, IL MANIFESTO



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