Da Airbnb parte il portale per ospitare gratuitamente i rifugiati

Da Airbnb parte il portale per ospitare gratuitamente i rifugiati

Airbnb, appoggiandosi sulla generosità di alcuni suoi utenti, ha avuto un’idea lodevole che fa guadagnare parecchi punti alla sua immagine. Invitare i proprietari a mettere a disposizione gratuitamente la propria casa per aiutare persone in difficoltà. L’iniziativa assume un risvolto politico particolare, perché è rivolta ai migranti.

“Quando offri un riparo temporaneo ai rifugiati a causa di guerra o persecuzioni, li auti a salvarsi e a rifarsi una vita”, si legge sul portale dedicato (www.airbnb.com/welcome).

Joe Gebbia, con-fondatore di Airbnb, la pensa così: “E’ facile sentirsi impotenti di fronte alle grandi sfide globali come quella dei rifugiati ma ci sono azioni che chiunque di noi può fare e che possono fare la differenza. Il semplice atto di aprire la propria casa per poche notti può cambiare la vita a una persona che ha dovuto lasciarsi tutto alle spalle”.

L’esperienza è cominciata nel 2012 negli Stati Uniti dopo i disastri provocati dall’uragano Sandy, quando alcuni utenti di Airbnb si sono offerti di alloggiare gratuitamente gli sfollati rimasti senza casa.

Il progetto mondiale è stato lanciato ieri a Milano, a Palazzo Marino, perché la città si sarebbe distinta come modello dell’accoglienza. Sono cento i cittadini milanesi già disposti ad offrire gratuitamente un alloggio ai migranti che sono “legalmente” in attesa di ricevere un permesso di soggiorno. In Italia l’accoglienza sarà organizzata dalla comunità di Sant’Egidio e dall’associazione Refugees Welcome – altrove sono state selezionate altre Ong certificate per contattare i cittadini disponibili – e il Comune di Milano ha deciso di aderire. “C’è un’Europa che blinda le frontiere e un’Europa che non si gira dall’altra parte, anche in questa scommessa noi ci siamo”, ha scritto su facebook l’assessore ai servizi sociali Pierfrancesco Majorino che vuole estendere l’iniziativa anche ai “milanesi in difficoltà”.

Partecipare è semplice. Basta segnalare sul portale la propria disponibilità specificando con quale frequenza e per quanti e quali giorni si intende aprire la propria casa ai rifugiati.

FONTE: Luca Fazio,  IL MANIFESTO



Related Articles

“L’auto elettrica appartiene a tutti” Tesla regala i brevetti

Decisione storica dell’azienda californiana “Così contribuiremo a ridurre le emissioni”

LETTERA AGLI UOMINI CHE ODIANO LE DONNE

NOI donne occidentali siamo le prime madri libere dal destino della maternità: possiamo scegliere di essere donne senza figli. Nella madre antica, il primo anno di vita e quelli seguenti creavano nel bambino un’idea di donna che si prolungava nell’età adulta, in cui il destino della ragazza era quello di sposa e madre e quello dell’uomo di trovare la donna madre dei suoi figli.

La Ue litiga sulle quote. Renzi: siate solidali

Lo scontro a Bruxelles: «Se questa è la vostra idea d’Europa tenetevela». Linea dura sui migranti economici Nel vertice tra i leader rimangono le divisioni sul ricollocamento

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment