Inquisito l’ammiraglio De Giorgi. Il premier: “Tempa Rossa progetto sacrosanto”. Grillo: boom, salta tutto

Inquisito l’ammiraglio De Giorgi. Il premier: “Tempa Rossa progetto sacrosanto”. Grillo: boom, salta tutto

Si allarga l’inchiesta sul petrolio in Val d’Agri che l’altro ieri ha portato alle dimissioni del ministro allo Sviluppo economico, Federica Guidi.

NUOVI INDAGATI

Nell’inchiesta di Potenza sull’impianto di Tempa Rossa entrano nuovi nomi eccellenti con l’iscrizione nel registro degli indagati di Giuseppe De Giorgi, Capo di Stato maggiore della Marina, e di Valter Pastena, dirigente della Ragioneria dello Stato. Le accuse vanno dall’associazione per delinquere all’abuso d’ufficio fino al traffico di influenze, stessi illeciti contestati a Gianluca Gemelli, compagno della Guidi inquisito insieme a loro.

SFIDUCIA

Intanto l’opposizione non si accontenta delle dimissioni della Guidi, attacca la Boschi e lo stesso Renzi. E l’M5S annuncia una mozione di sfiducia contro tutto il governo. Anche Lega, Sel, Forza Italia, Fdi e fittiani voteranno contro l’esecutivo anche se probabilmente non tutti sposeranno il testo dei grillini preferendo una mozione propria che depotenzierà l’iniziativa M5S. Grillo twitta: «Boom, salta tutto!». Renzi risponde ostentando calma: «Andremo in Parlamento e ne discuteremo, ormai le mozioni di sfiducia sono settimanali».

LA DIFESA DI RENZI

Poi il premier da Washington difende il governo. «Tempa Rossa – afferma – è un provvedimento giusto, sacrosanto. Io stesso l’avevo annunciato: porta investimenti stranieri e posti di lavoro». Aggiunge che la Guidi non ha commesso reati ma ha fatto «una telefonata inopportuna che riguarda solo lei e con grande serietà si è dimessa a dimostrare che con noi qualcosa è cambiato» (come raffronto cita il caso Cancellieri). Quindi difende la Boschi: firmare l’emendamento Guidi è «un atto dovuto» per il ministro per i Rapporti con il Parlamento.

 



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Il pontefice del sogno conciliare

Non ha fatto il “discorso dell’incoronazione” come si diceva una volta del Papa che salendo sul trono enunciava il programma del suo pontificato; e non lo ha fatto semplicemente perché non c’è corona e non c’è trono, di cui sono ormai caduti anche gli ultimi orpelli. Non che il successore di Pietro, ha detto Francesco nell’omelia, non riceva anche un potere; ma è il potere di pascere, cioè soprattutto di nutrire, e custodire, il gregge di Dio, fino a dare la vita per lui; e questo potere non si può declinare che come servizio.

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