Profughi, il muro della Macedonia

Profughi, il muro della Macedonia

La Macedonia sbarra il passaggio ai migranti afgani in cammino sulla rotta balcanica. L’Austria rafforza la presenza militare alle frontiere, spedendo altri 450 soldati ai suoi confini. Non passa giorno in Europa senza che un nuovo “muro” ai rifugiati venga eretto. E mentre in Germania un gruppo di cittadini festeggia davanti al rogo di un hotel per profughi, l’Italia registra l’ennesimo sbarco: 242 ragazzi, tutti africani, approdati a Lampedusa.

L’ultimo fronte è dunque quello macedone: afgani in transito verso il Nord Europa sono stati fermati ieri a Idomeni, alla frontiera tra Grecia e Macedonia. Lo conferma una fonte della polizia greca: «Siamo stati avvisati questa mattina ( ieri, ndr) dalle autorità macedoni che non lasceranno più passare gli afgani». La Macedonia ha giustificato la decisione citando una scelta analoga compiuta dalla Serbia, mentre sarebbero stati fatti passare i migranti siriani e iracheni. Posta nel cuore della rotta balcanica, la Macedonia aveva deciso già a novembre di filtrare per nazionalità i migranti, lasciando transitare soltanto afgani, siriani e iracheni. Nelle stesse ore, l’Austria annuncia un rafforzamento militare lungo le sue frontiere per far fronte all’afflusso di migranti. Il governo di Vienna ha disposto da oggi il dislocamento di altri 450 soldati, portando così a 1.450 il numero di militari sui confini. Non solo. Una compagnia di polizia militare di Salisburgo è preallertata per impedire a eventuali «gruppi violenti di passare la frontiera». «A cosa serve l’Europa – chiede il premier Matteo Renzi – se in nome della solidarietà i nuovi Paesi arrivati si buttano per prendere e poi si rifiutano di dare, immaginando che la solidarietà sia un optional?».

A raccontare la tensione di questi giorni è anche quanto accaduto nella mattina di ieri in Germania. Un hotel destinato ai profughi a Bautzen (ma ancora in allestimento e dunque vuoto) è stato danneggiato da un incendio, mentre gruppi di residenti festeggiavano per il rogo. «Attorno all’incendio si è riunito un gruppo di persone, soprattutto uomini alcolizzati, che hanno osservato divertiti l’accaduto – racconta un portavoce della polizia di Goerlitz – c’è adesso un’inchiesta su chi ha tentato addirittura di bloccare l’intervento di spegnimento dei vigili del fuoco». Sempre in Germania un richiedente asilo di 20 anni è morto dopo essere stato accoltellato durante una lite in un centro di rifugiati in Baviera. Mentre in Italia Matteo Salvini attacca il prefetto di Treviso («vai a casa e cambia lavoro»), che avrebbe ipotizzato la requisizione delle case sfitte contro la mancata collaborazione dei comuni nell’accoglienza ai profughi.



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