Migranti, un’altra strage in mare sei bimbi morti sulla costa turca

Migranti, un’altra strage in mare sei bimbi morti sulla costa turca
Hanno tutti un’età compresa tra i 2 e i 6 anni i sei bimbi trovati al largo delle coste turche, morti in due diversi naufragi. I corpi dei primi due, di nazionalità irachena, sono stati rinvenuti, con i giubbotti salvagente ancora addosso, da alcuni pescatori nei pressi di Cesme, provincia di Smirne.
Il gommone su cui viaggiavano si era rovesciato nella notte. Al largo di Bodrum sono stati trovati invece i corpi di altri 4 bimbi, che viaggiavano su un barcone inabissatosi nelle ore precedenti. I guardacoste turchi, nel frattempo, riuscivano a salvare 58 persone, tra i quali c’erano altri 22 bambini. Alla vigilia del summit di Bruxelles tra Turchia e Paesi Ue sulla gestione dell’emergenza migranti, il conto dei morti in mare continua a salire. Secondo l’Unicef i bambini-migranti annegati nel 2015 sono circa 200. L’incontro nella capitale belga sarà per l’Ue l’occasione per fare il punto con Ankara, che riceverà 3 miliardi di euro da Bruxelles per la gestione di circa 2,5 milioni di profughi e aspetta di conoscere il numero di rifugiati ai quali l’Unione è disposta a concedere il visto d’ingresso il prossimo anno. Gestione che presenta molte ambiguità, come ha rilevato un rapporto di Amnesty International, in cui si legge che da settembre la Turchia ha fermato e trasferito centinaia di rifugiati in centri di detenzione, dove sono stati spesso maltrattati e talvolta costretti a tornare nei Paesi di provenienza. Una situazione che in parte stride con la procedura d’infrazione decisa dall’Ue nei confronti dell’Italia per non aver identificato alcuni migranti durante gli sbarchi degli scorsi mesi. Oggi l’astronauta Samantha Cristoforetti visiterà, in compagnia del direttore generale dell’Unicef Paolo Rozera, proprio al centro rifugiati di Lampedusa, sotto pressione da mesi, mentre ieri alla Camera Renzi ha definito “strabiliante” questa la decisione dell’Ue, ricordando come la stessa Merkel avesse detto lo scorso agosto che la solidarietà viene prima della burocrazia. «Europa, qual è il tuo ruolo, affermare regolamenti o risolvere problemi?», ha detto il premier. Un’Europa per cui il presidente della Commissione europea Juncker haribadito la proposta di istituire un corpo di guardie di frontiera, «perché Schengen deve durare». Intanto, ieri a Pozzallo (Ragusa) è stato arrestato il 19enne presunto scafista Fali Sengol, accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.


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