Due naufragi in Grecia, 22 morti, 13 bam­bini

Due naufragi in Grecia, 22 morti, 13 bam­bini

E’ real­mente una tra­ge­dia senza fine quello che sta avve­nendo nelle acque dell’ Egeo. Dopo le diciotto vit­time al largo delle isole di Samos e Lesbo, in poche ore si sono sus­se­guite altre due tra­ge­die del mare: la prima a poche miglia dall’Isola di Kalim­nos, nel Dode­can­neso, nella notte di gio­vedì. Un bar­cone di legno, con a bordo più di 150 migranti, si è rove­sciato a causa del mare in bur­ra­sca. La capi­ta­ne­ria di porto greca si è mobi­li­tata imme­dia­ta­mente, riu­scendo a sal­vare 138 vite. Altre 19 per­sone, pur­troppo, sono state recu­pe­rate dal mare, senza vita. Si tratta di due uomini, sei donne ed, ancora una volta , otto bam­bini e tre neo­nati. Non è chiaro quanti siano i dispersi, men­tre nella parte di mare dove è avve­nuta la tra­ge­dia, per tutta la gior­nata di ieri hanno con­ti­nuato a sof­fiare for­tis­simi venti.

Oltre a quat­tro navi della guar­dia costiera elle­nica, hanno preso parte alle ope­ra­zioni di sal­va­tag­gio un eli­cot­tero Super Puma, un’ unità navale di Fron­tex e tre pic­cole navi di pesca­tori. Il secondo nau­fra­gio è avve­nuto all’alba di venerdì, alle cin­que, a Nord di Rodi. I super­stiti sono sedici, i morti accer­tati tre (di cui, pur­troppo, due bam­bini) men­tre altre tre per­sone fanno ancora parte della lista dei dispersi. Negli ultimi due mesi, nel ten­ta­tivo di arri­vare in Gre­cia dalla Tur­chia, hanno perso la vita nelle acque dell’Egeo, 72 bam­bini. «Vedere le salme dei pic­coli venir rac­colte nelle spiagge o recu­pe­rate dal mare, ti fa pro­vare un con­ti­nuo, inde­scri­vi­bile dolore», ha dichia­rato ai media greci un rap­pre­sen­tante di Save The Chil­dren.
Di que­sta tra­ge­dia uma­ni­ta­ria che supera i con­fini e le pos­si­bi­lità con­crete della Gre­cia ha voluto par­lare, con tono acco­rato, il primo mini­stro elle­nico Ale­xis Tsi­pras. «La Gre­cia sta attra­ver­sando una crisi. Il popolo greco è un popolo povero, ma ricco di valori e di uma­nità. Non chie­diamo nean­che un euro per com­piere il nostro dovere umano verso le per­sone che per­dono la vita appena oltre l’uscio della nostra casa» ha sot­to­li­neato il lea­der greco, pren­dendo la parola in par­la­mento. Ed ha aggiunto che «que­sto paese sta inse­gnando cosa sia l’umanità. In que­sto dif­fi­cile momento sta inse­gnando qual è il vero volto dell’Europa, quello, cioè, dell’isola di Lesbo». Il pre­mier greco e pre­si­dente di Syriza ha mosso dure cri­ti­che alla stra­te­gia dell’Unione euro­pea, in mate­ria di immi­gra­zione e riguardo, soprat­tutto, alla gestione delle emer­genze che stiamo vivendo.

Secondo Tsi­pras «negli ultimi mesi le onde non tra­sci­nano a riva solo i cada­veri dei migranti, ma anche i valori stessi della cul­tura euro­pea». Non ha esi­tato, poi, a riba­dire che «prova ver­go­gna per l’incapacità dell’Europa di affron­tare que­sto dramma umano». Il governo di Syriza, ha chia­rito, attra­verso il suo più alto rap­pre­sen­tante, che il dovere prin­ci­pale è con­ti­nuare a sal­vare vite umane, per­ché «i greci sanno bene che cosa signi­fi­chi l’essere pro­fu­ghi». Ed appare, quindi, una logica con­se­guenza il fatto che si debba com­piere tutti gli sforzi pos­si­bili per «isolare-come ha detto Ale­xis Tsi­pras — tutte le voci dei raz­zi­sti, in Gre­cia ed in tutta l’Europa». E a chi, all’interno dell’Ue, insi­ste nell’erigere nuovi muri, il primo mini­stro elle­nico ha ricor­dato con forza che «il sogno euro­peo è nato ed ha acqui­sito forza pro­prio quando è caduto il muro di Ber­lino». Per que­sto, la Gre­cia si pre­para a chie­dere all’Ue di con­dan­nare in modo chiaro tutti i paesi che hanno deciso di chiu­dere i pro­pri con­fini, di costruire muri. Atene ritiene che si debba arri­vare al più pre­sto al tra­sfe­ri­mento dei pro­fu­ghi dalla Tur­chia, verso i paesi mem­bri dell’Unione. Quanto all’impegno del suo governo di fate in modo che 50.000 pro­fu­ghi pos­sano essere accolti, prov­vi­so­ria­mente, in Gre­cia, il lea­der della sini­stra greca ha chia­rito: «non ci sarà alcun ghetto. 20.000 per­sone ver­ranno ospi­tate in cen­tri nella Gre­cia con­ti­nen­tale, otto­mila in quelli delle isole, e altri ven­ti­mila all’interno di fami­glie che saranno soste­nute con degli aiuti europei».



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