Tsipras: ci serve tempo, non denaro

Tsipras: ci serve tempo, non denaro
BRUXELLES I 19 ministri finanziari dell’Eurogruppo tentano oggi di concordare un difficile compromesso sul nuovo piano di salvataggio della Grecia richiesto dal premier di estrema sinistra Alexis Tsipras, che rifiuta quello in scadenza basato su dure misure di austerità. «Non vogliamo nuovi prestiti, ci serve tempo, non denaro, per fare le riforme — ha dichiarato Tsipras, che nel summit Ue di giovedì scorso a Bruxelles ha ottenuto la disponibilità a trattare dalla cancelliera tedesca Angela Merkel —. Sono per una soluzione in cui tutti possano vincere. Voglio salvare la Grecia da una tragedia e scongiurare la spaccatura dell’Europa».
La posizione della Germania è estendere l’attuale piano di salvataggio mantenendo gli impegni di rigore nei conti pubblici. Ma Tsipras ha vinto le elezioni promettendo la fine delle misure di austerità, che ha accusato di aver provocato la recessione pluriennale e l’impoverimento di milioni di greci. Ieri molte migliaia di dimostranti hanno affollato le piazze di Atene, Salonicco e di altre città europee — da Parigi a Londra — per sostenere il nuovo governo nel confronto all’Eurogruppo. «La nostra posizione, fondata sulla logica, è forte e condurrà a un accordo, anche all’ultimo minuto», ha affermato il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis, che da giorni ricorda l’uso dei 240 miliardi di prestiti di salvataggio principalmente per aiutare le banche tedesche e francesi esposte nel suo Paese. Ad Atene intendono concordare un piano di rilancio dell’economia reale con l’Ue e Berlino entro sei mesi. Per arrivare all’estate ritengono di poter incassare una decina di miliardi (emettendo titoli a breve tempo e recuperando 1,9 miliardi guadagnati dalla Bce sui bond ellenici). Vorrebbero ridurre il pesante impegno di avanzo primario nel bilancio all’1,5% per avere più spazio nella spesa pubblica. Hanno annunciato un’azione contro l’evasione fiscale partendo dai circa 30 miliardi di «denaro sporco» trasferiti negli ultimi tempi in Svizzera. Tsipras ha promesso che in sei mesi la Grecia diventerà un «Paese diverso».
Nell’Eurogruppo molti ministri non intendono rischiare le conseguenze di una frattura per somme così relativamente limitate.
«Non ha senso speculare sull’uscita di Atene dall’Eurozona», ha detto il presidente della Bce Mario Draghi. Il numero uno del fondo salva Stati, il tedesco Klaus Regling, ha ricordato che l’uscita dalla moneta unica sarebbe «la soluzione più costosa per la Grecia e per l’Eurozona». Merkel, da parte sua, ha garantito al suo elettorato di centrodestra e al sistema bancario tedesco il rispetto dei vincoli di bilancio e delle misure di austerità anche per non offrire un precedente agli altri Stati mediterranei con alto debito. E perfino Draghi non riesce facilmente a convincere Berlino: «La politica della Bce non consiste nel punire i risparmiatori tedeschi o sostenere i Paesi più deboli — ha detto —. Ma è difficile da far capire ai tedeschi».
Ivo Caizzi


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