Battaglia sul salva-Berlusconi M5S e sinistra pd contro Renzi “Frutto del patto del Nazareno”

Battaglia sul salva-Berlusconi M5S e sinistra pd contro Renzi “Frutto del patto del Nazareno”
ROMA . È ancora bufera intorno a Palazzo Chigi per la norma “salva-Silvio” inserita in un decreto delegato sul fisco. Un duro affondo contro il premier Matteo Renzi arriva dal Movimento cinque stelle, che giudica il provvedimento come il frutto del patto del Nazareno. E sia pure con toni diversi, anche la minoranza dem martella il capo dell’esecutivo per la scelta di depenalizzare alcune frodi fiscali.
Sul suo blog, Beppe Grillo definisce il presidente del Consiglio un «burattino» in mano ad un «ventriloquo», alias Berlusconi. «Renzi attacca il M5S – è stato beccato ancora una volta nel talamo delle larghe intese insieme al suo amato Silvio». I grillini chiedono chiarezza sull’autore della norma e chiamano in causa anche Antonella Manzione, a capo degli affari giuridici del governo. Alessandro Di Battista si spinge molto oltre: «Palazzo Chigi è come uno di quei rioni tenuti dalla camorra in cui nessuno sa quello che succede…».
Anche sul fronte interno il premier raccoglie critiche. «Chi commette questi errori madornali sostiene il dem Alfredo D’attorre – restituisce fiato a un Movimento in crisi». E anche Rosy Bindi bolla l’azione dell’esecutivo come «preoccupante». Da FI, intanto, il senatore Augusto Minzolini contesta la scelta di Renzi di posticipare la soluzione del caso a febbraio, dopo il voto sul Quirinale: «Puzza di ricatto verso il Cavaliere».
Ad arricchire di particolari il giallo c’è anche una nota con cui il Tesoro smentisce una ricostruzione del sito Dagospia, secondo cui Franco Coppi – avvocato di Berlusconi – avrebbe partecipato a una riunione al ministero dell’Economia sulla riforma fiscale: «Fantasia o volontà di diffamazione». Anche Coppi parla di notizia «falsa», mentre il portale ribatte: «Una censura inaccettabile».


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