Palazzo Chigi mantiene la pressione E aspetta la telefonata da Silvio

Palazzo Chigi mantiene la pressione E aspetta la telefonata da Silvio
ROMA «Caro Silvio, sia io che tu siamo circondati da gente che tenta di bloccare tutto e di ricattarci, dobbiamo avere la forza di ignorare tutti coloro che giocano contro la modernizzazione di questo Paese». Mercoledì scorso, prima di congedarsi, Matteo Renzi ha rivolto anche questo invito a Silvio Berlusconi: rompere gli indugi, sulla legge elettorale, significa ignorare tutti coloro che dentro i rispettivi partiti continuano a porre condizioni o minacciare scissioni.
Se il discorso ha fatto presa, se siamo veramente a un passo dall’accettazione da parte del Cavaliere, lo sapremo nelle prossime ore. Renzi ha preteso una risposta, «una telefonata» dell’ex premier, entro stasera. Domani c’è il vertice di maggioranza e martedì si comincia in prima commissione al Senato, con o senza il contributo di Forza Italia. Ma da Arcore ripetono di non volere ultimatum. Le voci di ieri sera, a Palazzo Chigi, raccontavano di un Berlusconi comunque pronto a uscire dall’incertezza e a rinnovare il patto del Nazareno.
Ieri Renzi si è apparentemente tenuto distante dalla materia. Le attribuisce scarso appeal mediatico, le dedica poche battute al giorno. L’appuntamento della giornata consentiva di parlare di riforme, di futuro del Paese, del resto, solo attraverso l’uso della metafora. Ed è accaduto a San Benedetto Val di Sambro, visita alla Variante di Valico, vista come simbolo del Paese, «capace di uscire dal tunnel della pigrizia, della stanchezza, della rassegnazione, a patto che ognuno faccia un pezzetto di strada».
Renzi rintraccia proprio nella caduta dell’ultimo diaframma delle gallerie «i tabù che bisogna abbattere. Con il cuore in mano vi chiedo — ha detto rivolgendosi alle maestranze — di continuare a credere che questo Paese è capace di fare cose giudicate altrove improbabili. L’Italia è più forte e più grande di come viene descritta, i problemi li abbiamo, ma non cediamo alla cultura del piagnisteo perché abbiamo realtà uniche al mondo».
Di Berlusconi, dell’Italicum, del patto del Nazareno apparentemente non c’è traccia, i contatti ordinari del resto li tengono il ministro Boschi, il vicesegretario del Pd, Guerini, i plenipotenziari del Cavaliere, Verdini e Letta. La telefonata che attende Renzi però dovrebbe arrivare direttamente da Arcore. E nonostante alcune previsioni positive, non è detto che arrivi oggi, il Cavaliere potrebbe anche prendersi qualche giorno, anche per non sottostare ai tempi dell’ultimatum che il premier gli ha rivolto.
I toni bassi di ieri, da parte degli esponenti di Forza Italia, lasciavano intuire che il rischio di una rottura del patto del Nazareno sia più lontana. Nel governo, il ministro Lupi, non aveva dubbi, l’accordo politico sulle legge elettorale «certamente si troverà». Anche se non sarà facile mettere d’accordo il partito di Berlusconi e il Nuovo centrodestra di Alfano. Domani si terrà il vertice di maggioranza a Palazzo Chigi e si discuterà di una soglia di ingresso in Parlamento più bassa di quella gradita al Cavaliere: fra il 3 e il 5% si misura anche la difficoltà di queste ore nel trovare una sintesi che stia bene un po’ a tutti, dal Pd all’ex premier sino ad Alfano.
Marco Galluzzo


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