« Sblocca Italia, rischio riciclaggio nei cantieri »

« Sblocca Italia, rischio riciclaggio nei cantieri »

ROMA — Sì al meccanismo dei «project bond», ma attenzione al rischio riciclaggio. L’allarme lo lancia Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità Anticorruzione, ascoltato ieri in commissione ambiente alla Camera sul decreto « Sblocca Italia ». Il decreto legge prevede «una serie di meccanismi utili per rilanciare» lo strumento che «finora ha funzionato pochissimo», afferma Cantone. Ma, fa notare, «bisogna per riflettere su una parte» delle misure. Perché ci sono dei «rischi sul piano della normativa antiriciclaggio». Non piace a Cantone la possibilità di «dematerializzare» i project bond, che quindi possono diventare come delle azioni. «Andrebbe bene – ha spiegato – ma viene eliminato il meccanismo nominativo, quindi diventano al portatore», e di conseguenza c’è il rischio di possibili riciclaggi.
Secondo Cantone il dl Sblocca Italia è «sostanzialmente positivo nell’ottica dell’obiettivo della semplificazione», ma su alcune singole norme «c’è qualche perplessità». Un esempio? Il doppio incarico dell’ad di Ferrovie dello Stato che, in base all’articolo 1 del dl, riveste anche il ruolo di commissario straordinario per alcune opere al Sud, con relativi poteri in sede di conferenza dei servizi. «Credo – spiega il presidente dell’Anticorruzione – che sia problematico lasciare la scelta della Valutazione di impatto ambientale all’ad delle Ferrovie». Pur puntualizzando che «c’è un meccanismo che non è un vero e proprio conflitto di interesse», Cantone sottolinea il «ruolo dubbio» affidato a un «soggetto che ha un interesse e funzioni pubbliche». Per questo sarebbe necessaria una «serie di garanzie» sul piano della trasparenza.
Qualche perplessità il magistrato la nutre anche sull’articolo 9, che prevede «un eccesso di utilizzo dell’estrema urgenza». E sull’articolo 5, sulle concessioni autostradali: la norma «non è del tutto comprensibile. Manca un passaggio: quale sia l’idea del legislatore sul trasporto pubblico e privato su strade e autostrade». Nel decreto, aggiunge Cantone, «vengono rafforzati i meccanismi di concessione attuali» stabilendo che i concessionari devono presentare un progetto, «ma non c’è scritto chi lo approva. Non si comprende come funziona tecnicamente la norma e comunque così si prorogano ulteriormente le concessioni».
«Da napoletano», Cantone dice di condividere la «scelta di grande responsabilità» di riaffidare allo Stato il risanamento di Bagnoli. Considerando che «in alcune realtà» l’affidamento agli Enti locali «è stato un vero fallimento». Ricordando che la società Bagnoli Futura è «fallita più per i gettoni di presenza che per le bonifiche fatte», Cantone avanza «dubbi sul piano della costituzionalità». E sulla possibilità di trasferire le aree, sottraendole alla curatela fallimentare, in cambio di «obbligazioni di dubbia esigibilità a breve».
Perplessità su alcuni punti dello Sblocca Italia sono state espresse anche dalla Banca d’Italia. «Il ricorso a meccanismi derogatori, pur motivato dal condivisibile obiettivo di ridurre i tempi in fase di aggiudicazione delle gare — ha spiegato Via Nazionale — , si è già rivelato in passato non sempre pienamente efficace, con ripercussioni negative sui tempi e sui costi nella successiva fase di esecuzione dell’opera e di vulnerabilità ai rischi di corruzione». Per questo, «andrà garantita la massima trasparenza».
Virginia Piccolillo



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