Sicilia, soccorsi 13 barconi in salvo oltre 1200 siriani

by redazione | 19 Marzo 2014 11:04

LAMPEDUSA — Migliaia di disperati approfittando delle condizioni del mare, consapevoli che il Canale di Sicilia da mesi è pattugliato da navi della Marina Militare italiana impegnati nell’operazione “Mare Nostrum”, sono partiti a bordo di barconi salpati dalla Libia e dall’Egitto con la speranza di raggiungere Lampedusa, il primo lembo d’Europa più vicino. In due giorni le navi della Marina Militare e della Guardia Costiera hanno intercettato 13 barconi carichi di migranti, in maggioranza siriani, che sono stati soccorsi a Sud di Lampedusa e trasferiti sulle navi della nostra Marina. Fino ad ieri sera sono stati 1.200 i migranti già soccorsi mentre altre centinaia sono a bordo di altri barconi ancora non raggiunti dalla flotta di “Mare Nostrum”.
Molti dei disperati e tra questi centinaia di donne e bambini, aiutati dalle navi italiane, sono stati trasferiti sulla nave anfibia San Giusto, dove sono stati assistiti dal personale medico, e identificati dal personale della polizia. Probabilmente già stamattina i migranti saranno sbarcati nel porto commerciale di Augusta e poi trasferiti in vari
centri di accoglienza dell’isola. Nessuno sarà sbarcato a Lampedusa dove il Centro di accoglienza è ormai chiuso da alcuni mesi.
Dall’inizio dell’Operazione Mare Nostrum nell’ottobre scorso la Marina Militare ha compiuto un centinaio di soccorsi che
hanno consentito di salvare oltre 10mila migranti provenienti in particolare dalla Siria, dalla Palestina e dall’Eritrea. Ma altre migliaia si trovano ancora nei capannoni delle campagne libiche “prigionieri” degli scafisti che gestiscono il grande traffico di
esseri umani nel Mediterraneo.
Per l’ammiraglio Luigi Mantelli Binelli, Capo di Stato Maggiore della Difesa, l’operazione «ha contribuito in maniera determinante a limitare il traffico di esseri umani. In base alle nostre statistiche — aggiunge — il flusso
è diminuito e non c’è un collegamento con le condizioni meteo ». In questi mesi di attività sono stati anche fermati ben 46 scafisti. «E’ un impegno importante dal quale non credo — ha detto Binelli Mantelli — si possa uscire tranquillamente perché non
può essere sottovalutato l’aspetto umanitario». L’ammiraglio ha quindi osservato come «la Nato ha capito che Mare Nostrum è un contributo alla sicurezza e non solo al controllo delle frontiere, spero lo capisca anche l’Europa ». Ci sono infatti «connessioni, ancora non evidentissime, ma assolutamente certe tra trafficanti di vario genere e organizzazioni terroristiche» Ha avuto un esito tragico, infine, un altro “viaggio della speranza” di migranti siriani al largo della Grecia. Almeno in sette, fra cui due bambini, sono morti annegati in seguito al naufragio dell’imbarcazione sulla quale viaggiavano assieme ad un’altra dozzina di persone, otto delle quali sono state tratte in salvo. Lo riferiscono i media ellenici precisando che l’incidente è avvenuto durante la scorsa notte al largo dell’isola di Lesvos, nell’Egeo orientale.

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