Bangui, massacro di civili in moschea Hollande: azione francese immediata

PARIGI — Un’azione immediata, iniziata già ieri sera, poche ore dopo il via libera unanime del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. François Hollande ha annunciato ieri a sorpresa il dispiegamento di 1200 militari francesi per l’intervento nella Repubblica Centrafricana. Il precipitare della situazione nella capitale Bangui, dove ieri almeno 105 persone sono morte negli scontri tra cristiani e musulmani, ha convinto il Presidente ad accelerare l’operazione “Sangaris”, in appoggio alle forze africane già presenti.
Al termine di un consiglio di guerra convocato nel pomeriggio all’Eliseo, Hollande è apparso in tv. «Ho deciso», ha annunciato, «di agire immediatamente, in coordinamento con gli africani», aggiungendo che i 650 militari francesi già presenti nella Repubblica Centrafricana raddoppieranno nei prossimi giorni. A dieci mesi dall’operazione “Serval” nel Mali, la Francia lancia dunque un nuovo intervento militare in Africa. In un contesto in cui le organizzazioni non governative denunciano gravi violenze nei confronti di donne e bambini, Hollande ha spiegato che Parigi ha un dovere di «assistenza e solidarietà per un Paese amico», concludendo che l’operazione sarà «rapida».
La Repubblica Centrafricana è in preda violenze intertribali e interreligiose tra cristiani e musulmani dopo il rovesciamento, in marzo, del presidente François Bozizé. Ieri in una moschea del centro della capitale almeno 54 persone sarebbero state trucidate e decine di altri cadaveri sono stati visti nelle vie vicine. Da Parigi, dove oggi partecipa al vertice sulla pace in Africa all’Eliseo, il premier centrafricano Nicolas Tiangaye aveva lanciato ieri mattina un appello per l’intervento francese.
La risoluzione dell’Onu autorizza Parigi a «tutte le misure necessarie a sostenere» le forze africane. L’Ue intende assistere la missione con «diverse opzioni», principalmente «finanziarie». Ma molti Paesi europei si sono mostrati freddi.


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