Trento-Bolzano, tonfo di Pdl e M5S Avanzano i movimenti autonomisti

TRENTO — Centrodestra polverizzato, Cinque Stelle in drastico calo e Sudtiroler Volkspartei sempre padrona a Bolzano, ma non più da sola. L’esito del voto in Trentino Alto Adige apre nuovi scenari anche a livello nazionale, specie per Forza Italia, al primo vero test dopo il ritorno a nome e logo delle origini. In frantumi, il centrodestra italiano in entrambe le province (a Trento la coalizione nel 2008 aveva ottenuto il 36,5, ndr). Particolarmente deludente il partito di Silvio Berlusconi: a Trento passa dal 12,2% del Popolo della libertà di cinque anni fa, al 15% di febbraio al 4,4% di ieri. A Bolzano, invece, insieme alla Lega Nord, ottiene il 2,5% (era all’8,3% nel 2008 e al 6,6 alle Politiche). Forza Italia — sostiene Michaela Biancofiore, che regge le fila degli azzurri in Regione — «paga le divisioni interne». In netto calo il Movimento, che solo pochi mesi fa in Trentino aveva oltrepassato il muro del 20% e che, ieri, invece, si è fermato al 5,8%. Cifre ancora più basse a Bolzano, dove i pentastellati arrivano al 2,5%. Nonostante tutto, però, Beppe Grillo si mostra ottimista. «Siamo entrati in Alto Adige dove mi hanno salutato come Grillo ma detto con la K — ha detto ieri il leader a Roma in Senato —. Abbiamo messo dentro uno che è una meraviglia, è stato il più grande successo da quando esistiamo, un successo stratosferico». La nuova era della Regione, quella che segna la fine dei regni di Lorenzo Dellai — in carica a Trento per 14 anni — e Luis Durnwalder — a Bolzano per 25 — si apre seguendo il copione, i sondaggi della vigilia. A trionfare alle elezioni sono, come previsto, la Sudtiroler Volkspartei in Alto Adige e il centrosinistra capeggiato dal nuovo governatore Ugo Rossi in Trentino. Ma questa tornata elettorale vede soprattutto la vittoria dei partiti legati al territorio. La stessa affermazione di Rossi, candidato del Partito Autonomista Trentino Tirolese e vincitore alle primarie della coalizione a luglio, è simbolica. Il Patt, — che anche nel logo, una stella alpina, ricorda la Svp — viaggia a cifre record, oltre il 17,5%, doppiando il risultato elettorale del 2008 (8,5%) e collocandosi a soli quattro punti dal Partito democratico (22%), che si conferma primo partito con percentuali sostanzialmente stabili sia rispetto alle scorse Provinciali sia rispetto alle Politiche di febbraio. A Bolzano la Svp è al 45,7% (ha 17 consiglieri su 35, ne perde uno) e in forte ascesa sono la destra tedesca Die Freiheitlichten (17,9% più 3,6%) e il movimento di Eva Klotz, Sud Tiroler Freiheit, che ha puntato sulla secessione dall’Italia e che balza dal 4,9% al 7,2%. Anche qui quasi invariata la posizione del Pd, che rosicchia solo qualche decimale in termini di preferenze. Soddisfatto il segretario Guglielmo Epifani: «I risultati elettorali hanno un segno positivo». Tiene, invece, l’Unione per il Trentino dell’ex presidente Dellai (che ha speso il proprio nome in campagna elettorale per sostenere il partito): «Premiata la continuità e la stabilità politica», afferma in una nota l’esponente centrista. I neogovernatori brindano alla vittoria. Arno Kompatscher (Svp), erede designato di Durnwalder, esulta per le 81 mila preferenze raccolte, ma poi ricorda che «il risultato del partito arriva prima di quello personale». Ugo Rossi, invece, rende omaggio al suo predecessore Dellai e mette subito in chiaro: «I rapporti con Roma saranno orientati su due binari: dire con chiarezza che quando si parla di autonomie speciali non si parla di privilegio, ma di diritti che confermiamo in toto e che vogliamo che siano garantiti, dall’altra parte partecipare ai destini nazionali e al risanamento del debito pubblico». Si profila all’orizzonte il primo nodo, quello sulle deleghe. Sul tavolo sia i recenti accordi sugli ammortizzatori sociali (che devono essere disciplinate a livello locale) sia la battaglia per ottenere nuove competenze in tema di fiscalità.
Emanuele Buzzi


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