Asse Merkel-Hollande sulle intercettazioni: «Usa, ora nuove regole»

BRUXELLES — Il Consiglio dei capi di Stato e di governo della Ue ha preso atto che lo spionaggio degli Stati Uniti in Europa ha provocato «profonde preoccupazioni» tra i cittadini. Ma la cancelliera tedesca Angela Merkel, che si è vista intercettare perfino il suo telefonino, e il presidente francese François Hollande, che ha saputo di 70 milioni di chiamate spiate in Francia in un mese, durante il vertice a Bruxelles hanno deciso di pretendere un chiarimento da Washington su base bilaterale e non comunitaria.
Il presidente stabile del Consiglio Ue, il belga Herman Van Rompuy, ha detto che gli altri Paesi membri sono incoraggiati a «unirsi a questa iniziativa» della Germania e della Francia, che punta a concordare un «codice di buona condotta» in grado di impedire il ripetersi di deviazioni come quelle della National Security Agency degli Stati Uniti (Nsa). La stessa Merkel ha esortato gli altri governi Ue a contattare gli Stati Uniti singolarmente «per accordarsi su un quadro di futura cooperazione» nei servizi di intelligence. Il vertice ha comunicato che la Ue affronterà lo scandalo Datagate su base comunitaria nell’ambito dell’esistente «gruppo di lavoro fra Ue e Usa sugli argomenti collegati alla protezione dei dati». Al tempo stesso non è arrivata l’attesa accelerazione del procedimento in corso sulla riforma della protezione dei dati da parte dei governi Ue, anche per il freno del Regno Unito.
Il premier Enrico Letta ha detto di essersi associato alla linea della Germania e della Francia. «Noi abbiamo già intavolato un ragionamento con l’amministrazione americana — ha dichiarato Letta —. Abbiamo già chiesto chiarimenti al Dipartimento di Stato. Un ragionamento bilaterale è in corso». Letta ha contestato che non è possibile lasciare «zone d’ombra tra alleati». L’obiettivo è «partire da questa vicenda per fare ordine e pulizia» nell’attività dei servizi segreti Usa e «anche nell’Unione Europea».
Il riferimento è apparso diretto al Regno Unito, in seguito alle indiscrezioni sullo spionaggio in Italia degli 007 inglesi in appoggio agli Stati Uniti con il programma Tempora. Letta ha smentito le voci trapelate la notte precedente durante il Consiglio a Bruxelles su uno scontro con Cameron in seguito alla richiesta italiana di chiarimenti. Il premier britannico, interpellato in proposito, è rimasto sul vago. Nell’Europarlamento, a cavallo del 2000, lo scandalo del «Grande orecchio» Echelon (usato dalla solita Nsa per intercettare comunicazioni telefoniche, via fax e Internet in Europa) aveva già fatto emergere il coinvolgimento di Londra. Letta ha però condiviso con Cameron il giudizio negativo sull’ex collaboratore della Nsa Edward Snowden, che con le sue rivelazioni ha denunciato all’opinione pubblica mondiale le degenerazioni spionistiche Usa su leader politici, società e privati cittadini.
La Germania intende chiarire la situazione con gli Stati Uniti «il più velocemente possibile». I vertici dell’intelligence di Berlino si recheranno a Washington la prossima settimana. Hollande ha affermato che i servizi segreti francesi hanno individuato «più piste» in relazione a un attacco informatico all’Eliseo nel maggio 2012. Anche il premier spagnolo Mariano Rajoy ha convocato l’ambasciatore Usa per chiarimenti sullo spionaggio. Dal summit di Bruxelles è trapelato che la scelta dei confronti bilaterali ridurrebbe i rischi di fughe di notizie imbarazzanti. Ma il leader degli eurodeputati socialisti, l’austriaco Hannes Swoboda, ha accusato i capi di governo di essere «solo preoccupati della loro privacy» e non dei dati personali di 500 milioni di europei. Una delegazione di eurodeputati ha in programma di recarsi a Washington per trovare «possibili rimedi» a tutela di tutti i cittadini.
Ivo Caizzi


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