Atene, ucciso un rapper di sinistra Sotto accusa i nazisti di Alba Dorata

BRUXELLES — Una settimana fa, i camerati di Alba Dorata erano alle Termopili, per celebrare a modo loro la morte dello spartano Leonida e dei suoi 300 eroi: riti pagani, rune al vento, canti al sole che nasce, saluti nazisti.
Ma l’altra sera, nel ventunesimo secolo, in una via della capitale, la morte l’ha portata un loro commilitone di 45 anni (nome segreto, per ora), e per Alba Dorata è stata la prima volta: con due coltellate al petto, l’uomo ha ammazzato davanti a un caffè un musicista «hip-hop» e attivista di estrema sinistra, Pavlos Fyssas di 34 anni.
«Non è stata una rissa politica, chi ha ucciso non è un nostro iscritto, non ne sappiamo nulla», ha detto un portavoce di Alba Dorata. Ma le testimonianze non mancano, a cominciare dalla piena confessione del colpevole. Poche ore dopo il delitto, la polizia ha fatto irruzione nella sede centrale del movimento — non era mai successo prima — mentre un’altra sede veniva assaltata e devastata da dimostranti di sinistra, e al Parlamento si levavano voci per la messa fuori legge di Alba dorata, che oggi ha 18 seggi e circa il 7% dei voti: mentre i sondaggi più ottimistici assegnano già al gruppo il 12% dei voti, e un terzo posto in assoluto fra gli altri partiti.
La tensione è al culmine, ovunque in Grecia, a tarda sera si registrano ancora scontri e lanci di lacrimogeni in varie città, e nel luogo dell’omicidio ad Atene si moltiplicano i fiori e le candele accese, sul marciapiede ancora insanguinato.
Così il malessere profondo della Grecia assume, anzi riassume, un volto nuovo: perché ieri, mentre gli scioperanti e la polizia si bastonavano nelle strade per il secondo giorno consecutivo (nella città di Patra è stato arrestato anche un italiano che minacciava i manifestanti con una pistola), un movimento che si ispira ai «popoli eletti» ed evoca i miti di Norimberga ha versato il sangue ed è tornato a far paura.
Ma è tornato anche a far parlare di sé, raccogliendo consensi popolari come fa da anni, dall’inizio della grande crisi: bastona gli immigrati extracomunitari ma è anche votato da molti di loro perché distribuisce pane e pasta nei quartieri più poveri, disprezza la democrazia parlamentare ma ne cerca i poteri e le poltrone, nega ogni legame con i miti nazifascisti ma venera la memoria del dittatore greco Ioannis Metaxas, destabilizza per poi riproporre il suo ordine. In questi giorni, in diverse città greche come Yiannitsa e Meligalas o Perama, vi sono state parate, minacce, inni paramilitari, in un’atmosfera già rovente per gli scioperi e le proteste contro l’austerità.
Puntuali, sono arrivate anche le condanne e gli allarmi dall’Europa: «Nel suo odio xenofobo, neonazista, Alba Dorata arriva perfino a uccidere i suoi oppositori», ha detto da Bruxelles Hannes Svoboda, il presidente del gruppo dei Socialisti e democratici al Parlamento Europeo.
«Ebbene sì — gli ha risposto dal Parlamento di Atene un deputato di Alba Dorata — questo tizio, è vero, ha dichiarato di essere un membro di Alba Dorata. Ma noi abbiamo un milione di sostenitori. Se in un ristorante due idioti ubriachi si azzuffano e qualcuno si becca una coltellata, forse che dobbiamo interrogarci sulla loro ideologia e incolparla del fatto?».
Forse sì, gridano ora nelle strade i dimostranti.
Luigi Offeddu


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