IL NEO-PACIFISMO INGLESE CHE È NATO IN PARLAMENTO

by Sergio Segio | 31 Agosto 2013 6:51

Il Regno Unito è stato per molto tempo il partner più fidato degli Stati Uniti negli interventi militari, ma questa partnership oggi dipende da un’opinione pubblica britannica che non è dell’umore giusto per dar retta a moniti su futuri rischi non documentati, o a valutazioni basate sulle intelligence, o ancora a una forte leadership che pianifica un coinvolgimento in guerre all’estero. L’ombra dell’Iraq — come ha detto alla camera dei Comuni nel corso di un dibattito Jack Straw, segretario degli esteri quando il Regno Unito partecipò all’invasione di quel paese nel 2003 — «ha fatto sì che l’opinione pubblica si ponesse molte più domande ». Naturalmente, esistono validi motivi per porsele. Ci sono i timori concreti che il governo chiamato a sostituire quello di Assad si possa rivelare addirittura peggiore di lui.
Oggi i parlamentari britannici sono molto più obbligati nei confronti dei loro elettori che, da quanto dimostrano i sondaggi, sono contrari a un intervento. La diffusa — ed errata — convinzione che il governo Blair abbia mentito per far sì che il Regno Unito andasse a combattere in Iraq aleggia come la nebbia londinese su qualsiasi dibattito riguardante nuovi interventi armati. Nell’immediato futuro la Gran Bretagna potrebbe astenersi da qualsiasi azione militare: Richard Haass, ex responsabile della pianificazione politica al dipartimento di Stato durante la prima amministrazione di Bush jr, è schietto in proposito. Sul Financial Times ha scritto che il Regno Unito oggi sta prendendo parte «alla smilitarizzazione dell’Europa» e «rischia di sganciarsi sia dall’Ue sia dagli Usa». La Gran Bretagna potrebbe ritrovarsi quindi nella stessa posizione di Germania e Italia: indiscutibilmente in campo occidentale, non disposta o incapace di far seguire alle parole i fatti, sollecita a rifiutarsi di concordare un intervento a meno che il Consiglio di sicurezza non lo autorizzi — cosa che non avviene quasi mai.
Siamo davanti a un enorme cambiamento. Con un socialista all’Eliseo, la Francia è ora il partner più affidabile per Washington. Un governo nel quale prevalgano i conservatori invece non è riuscito a persuadere i parlamentari a dare il consenso per andare in guerra. Il popolo ha parlato. E ha escluso la Gran Bretagna dai grandi giochi.
(Traduzione di Anna Bissanti)

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