Venezuela: “Daremo asilo politico a Snowden” Nicaragua: “Anche noi disponibili”

ROMA – Il Venezuela darà asilo politico a Snowden “per motivi umanitari”. Lo ha annunciato il presidente Maduro. “In quanto capo di Stato ho deciso di offrire asilo umanitario al giovane statunitense Edward Snowden, per proteggerlo dalla persecuzione che è stata scatenata da uno dei governi più potenti del mondo”, ha detto Maduro in un discorso ufficiale trasmesso in diretta televisiva.Anche il Nicaragua disponibile a concedere l’ingresso dell’ex analista della Cia “se le condizioni lo permetteranno”. Lo ha detto il presidente Noriega. “Noi siamo aperti e rispettiamo il diritto d’asilo – ha detto il capo dello Stato nicaraguense – Siamo pronti a ricevere Snowden con grande piacere e a dare a lui l’asilo qui in Nicaragua”. Nessun commento, invece, dalla Casa Bianca sulle decisioni di Venezuela e Nicaragua nei confronti della “fonte” del Datagate,  rimandando ogni valutazione sulla faccenda al dipartimento di Giustizia.Intanto la Bolivia ha convocato gli ambasciatori di Italia, Spagna e Francia e il console portoghese a La Paz per chiedere spiegazioni sulla vicenda dell’aereo del presidente boliviano, Evo Morales. Il volo era stato costretto a un atterraggio di emergenza a Vienna per il divieto di sorvolo da parte di vari Paesi europei. Tutto nasceva dal sospetto che a bordo si nascondesse Edward Snowden, la “fonte” del Datagate. Morales partiva da Mosca, proprio la città in cui si trova “la fonte” da 13 giorni, bloccato nell’aerea transiti dell’aeroportoA nome del governo boliviano, il ministro alle comunicazioni, Amanda Davila, ha ricordato che il presidente Morales “è indignato” per il comportamento avuto nelle ore in cui il suo aereo è stato bloccato a Vienna da parte dell’ambasciatore spagnolo in Austria, Alberto Carnero. Il diplomatico, ha riferito Davila, ha cercato di salire sull’aereo presidenziale per verificare se a bordo ci fosse Snowden.

L’accusa è stata subito respinta dal ministro degli esteri spagnolo, José Manuel Garcia-Margallo: “Madrid non ha alcun motivo di scusarsi…lo spazio aereo non è mai stato chiuso e dopo le prime voci di una presenza” di Snowden sul velivolo “é bastata la parola del presidente per non adottare alcun provvedimento”.Alla domanda sulle ragioni perchè la Bolivia abbia atteso due giorni per reagire, la ministro ha ricordato che La Paz ha dato priorità al vertice-lampo organizzato ieri nella città di Cochabamba tra alcuni presidenti sudamericani vicini a Morales. Gli alleati tradizionali della Bolivia esigono infatti scuse e spiegazioni dai Paesi europei che avevano negato il loro spazio aereo al sorvolo. “Pretendiamo dai governi di Francia, Spagna, Portogallo e Italia adeguate scuse pubbliche”, sottolinea il comunicato firmato dai presidenti di Bolivia, Ecuador, Suriname, Argentina, Uruguay e Venezuela, durante il Vertice Unasur, il raggruppamento regionale creato anni fa dallo scomparso presidente venezuelano Hugo Chavez.

Intanto, davanti a un numero crescente di Paesi che rifiutano di dargli ospitalità, Snowden ha presentato altre sei domande d’asilo, ma questa volta non sarà rivelato a quali Paesi, per evitare “interferenze” da parte degli Stati Uniti. Lo ha annunciato oggi l’organizzazione ‘anti-segretezza’ WikiLeaks. Dal ‘limbo’ dell’aeroporto Sheremetevo della capitale russa Snowden ha finora inoltrato richieste di asilo a 21 Paesi, tra cui, oltre alla Bolivia, anche l’Ecuador, il Venezuela, o in Europa, l’Italia, la Francia, la Spagna e diversi altri. Molti Paesi l’hanno già respinta, compresa l’Italia, citando per lo più l’assenza di adeguate “condizioni giuridiche”.


Related Articles

Euro Bond e Grecia, per Merkel è una cena indigesta

Anche l’Ocse si schiera a favore degli Euro Bond. L’organizzazione che riunisce le più forti economie del mondo afferma, nel rapporto sulle previsioni – pessimista sull’Europa – che «un insieme di misure su scala dell’Unione europea rafforzerebbe l’attività  in Europa, direttamente e indirettamente, aumentando la fiducia e riequilibrando gli sforzi sui bilanci in seno alla zona euro».

«Assad uccide il dialogo»

Per il leader dell’opposizione l’attuale fase di stallo sarà  superata se il regime metterà  da parte l’opzione militare e i manifestanti capiranno che bisogna aprire una fase di confronto con il governo L’esecutivo finora ha avuto la presunzione di scegliere chi sono «gli oppositori»

l’Obiettivo dei Mediatori in Siria Impedire una Guerra di Religione

Il tentativo di questi giorni della Lega araba è probabilmente l’ultima possibilità  politica prima di una guerra civile in Siria. Ma l’ingresso a Homs degli osservatori arabi, dopo l’ennesimo massacro e la consueta sanguinosa repressione governativa, è stato salutato da decine di migliaia di irriducibili manifestanti e da disordini e sparatorie in alcuni quartieri. Nessuno pare intenzionato a recedere dalle proprie posizioni.

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment