Spionaggio, Obama prova a ricucire

ROMA — La talpa, Edward Snowden, è ancora in fuga a Mosca, ha chiesto asilo politico, e il presidente Vladimir Putin si è affrettato a chiarire che «non è un agente russo». Ma la scia dello scandalo Datagate che ha seguito le sue rivelazioni sullo spionaggio Usa scuote l’Europa intera e mette a rischio i negoziati economici con gli Stati Uniti. Soprattutto dopo le ultime indiscrezioni su «cimici» che sarebbero state piazzate nelle ambasciate europee a Washington, inclusa la nostra. «Forniremo agli alleati europei tutte le informazioni che vogliono sulle accuse di spionaggio», promette Obama, correggendo il tiro rispetto al segretario di Stato, John Kerry che alla collega europea, Catherine Ashton, ieri ha ammesso che la ricerca di informazioni sugli altri Paesi «non è inusuale». Costretto a combattere su più fronti, Obama, ammette che «tutti i servizi di intelligence, compresi quelli europei, cercano di capire cosa succede nelle capitali del mondo». Ma tenta di chiudere almeno, al più presto, quello con gli alleati, che ieri si sono fatti sentire.

«È una questione spinosa che dovrà trovare delle risposte soddisfacenti» ha detto da Zagabria il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. «Se è vero che le ambasciate europee compresa quella italiana sono state spiate, i rapporti fra Italia e Usa sarebbero compromessi», ha aggiunto, il ministro della Difesa, Mario Mauro. «Se siamo alleati, se siamo amici non è accettabile che qualcuno si comporti come faceva una volta l’Unione Sovietica». Ma dopo le rassicurazioni del presidente Usa, da Gerusalemme, il premier Enrico Letta si è mostrato fiducioso: «Abbiamo concordato con il ministro degli Esteri Emma Bonino la richiesta di informazioni. Le parole di Obama mi confortano sul fatto che avremo chiarimenti. Questa è una storia che lascia molto perplessi. Ma fortunatamente ha parlato e lo ha fatto con grande trasparenza>.

Ma le cancellerie d’Europa sono in subbuglio. «Servono risposte ufficiali», chiede la Ashton. E il presidente del Parlamento europeo Martin Schultz, si è detto «profondamente scioccato» dalle rivelazioni che «se verificate» saranno un «duro colpo per i rapporti Usa-Ue». Ha poi annunciato di aver incaricato il presidente della commissione Libertà civili di seguire la vicenda: di fatto, un primo passo verso l’inchiesta parlamentare già chiesta da alcuni gruppi. L’attività antiterrorismo, ha fatto notare, non c’entra perchè «non credo che la Ue pianifichi attacchi terroristici agli Usa quindi la sorveglianza è assolutamente inaccettabile».

«Gli Usa smettano di spiarci o i negoziati per la zona di libero scambio sono a rischio» minaccia il presidente francese Francois Hollande. Dal governo di Angela Merkel, che ieri non è intervenuta, si definisce «inaccettabile» l’ipotesi di uno spionaggio economico.

Mentre Obama conclude il suo viaggio in Tanzania, Putin ribadisce che Mosca non ha intenzione di consegnare agli Usa la «talpa». Anche se fa la voce grossa con l’informatico: «Se vuole restare in Russia deve smetterla di danneggiare i nostri partner americani» . Al presidente americano, per ora, non resta che ingoiare il rospo e annunciare che l’Fbi e l’Fsb (l’erede del Kgb) collaboreranno per risolvere il caso Snowden.

Virginia Piccolillo


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