Proteste e scontri anche in Perù

Ieri, mercoledì 4 luglio, centinaia di studenti e di dipendenti pubblici hanno manifestato a Lima, in Perù, per protestare contro una serie di riforme proposte dal governo del presidente Ollanta Humala. Per le strade della città e davanti al Congresso però ci sono stati gravi scontri: la polizia in tenuta antisommossa ha utilizzato gas lacrimogeni e idranti per disperdere i manifestanti che, a loro volta, hanno risposto lanciando pietre e bastoni. Almeno dieci persone sono state arrestate e diversi studenti sono rimasti feriti. Proteste simili si sono svolte anche in altre città del paese.

Proteste in Perù Proteste in Perù Proteste in Perù Proteste in Perù Proteste in Perù
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La protesta è iniziata per via delle recenti leggi presentate dal presidente Humala, che dovrebbero, secondo il suo punto di vista, migliorare il settore pubblico e quello universitario rendendolo più competitivo: è stata prevista, per esempio, l’introduzione di una valutazione annuale per i dipendenti pubblici, insieme con una serie di criteri molto più selettivi per l’accesso alle università e la creazione di organi di controllo esterni per la loro gestione. Secondo gli oppositori e gli studenti che hanno protestato ieri, invece, le misure puntano alla privatizzazione, limitano l’indipendenza del settore pubblico e porteranno anche a un aumento delle tasse universitarie.

Ollanta Humala è un ex militare di estrema sinistra che è stato eletto presidente del Perù nel 2011 soprattutto grazie al sostegno delle fasce più povere della popolazione, concentrate nelle aree rurali del paese, che non hanno avuto i vantaggi della sensibile crescita economica del paese ottenuta grazie allo sfruttamento delle risorse minerarie. Durante la campagna elettorale aveva promesso pasti gratuiti nelle mense scolastiche, l’apertura di nuovi asili per i bambini in età prescolare e pensioni pubbliche per tutti i cittadini oltre i 65 anni. Oggi è accusato però di aver deluso le aspettative di chi lo aveva sostenuto diventando, secondo i critici, sempre meno attento alle persone più bisognose.


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