Boston, la caccia all’uomo è finita

NEW YORK . «Questa sera abbiamo chiuso un importante capitolo di questa tragedia». Barack Obama è apparso in televisione un paio di ore dopo la notizia della cattura di Dzhokhar Tsarnaev, il secondo sospettato dell’attentato alla maratona di Boston di lunedì scorso. Dopo una caccia di circa ventiquattro ore, nel corso della quale la capitale del Massachusetts e i suoi dintorni erano bloccati in uno stato di coprifuoco totale e senza precedenti, il diciannovenne fuggiasco di origine cecena, è stato arrestato dalle swat team , che hanno accerchiato la barca in cui era nascosto, sanguinante e probabilmente molto indebolito da una ferita riportata durante lo scontro con la polizia della notte precedente.
Tsaernaev è stato immediatamente portato in un ospedale di Boston, dove si aspetta che le sue condizioni (definite gravi) si stabilizzino per poterlo interrogare. Subito dopo il suo arresto, la popolazione della città , e in particolare quella del sobborgo di Watertown, dove si erano concentrate le ultime fasi della caccia, si è riversata in strada urlando di gioia e applaudendo le auto dei rappresentanti delle forze dell’ordine mentre sfilavano fuori dal loro quartiere. Il volto stanco, ma sorridente e visibilmente sollevato, il governatore Deval Patrick ha ringraziato polizia, Fbi e guardia nazionale, ma soprattutto i cittadini per aver collaborato con segnalazioni che hanno portato prima all’identificazione e poi alla cattura dei fratelli Tsarnaev, e anche per aver rispettato l’ordine di rimanere barricati in casa tutta la giornata di venerdì, in modo da facilitare le indagini. Ironicamente, il coprifuoco era appena stato allentato, verso le sei di sera, quando un signore, uscito in giardino per prendere una boccata d’aria insieme a sua moglie, ha notato delle macchie di sangue sulla fodera protettiva della sua barca a motore. Sollevato il telone plastificato, l’uomo ha intravisto nel buio quella che, qualche istante dopo, ha descritto all’operatore del servizio d’emergenza 911, come la sagoma di un corpo coperto di sangue. I sensori per la temperatura posizionati su un elicottero hanno confermato la presenza di un uomo sull’imbarcazione.
Circondato Dzokhar nel giro di pochi minuti, gli agenti gli hanno intimato di arrendersi. Poi, dopo qualche colpo di arma da fuoco, hanno fatto irruzione sulla barca. Prenderlo vivo, per cercare di capire cosa è successo, era ovviamente importantissimo. Suo fratello Tamerlan, di ventisei anni, dopo una feroce sparatoria con la polizia le notte prima, era arrivato all’ospedale già  in fin di vita, ed è morto nonostante gli sforzi dei medici. In attesa di quanto emergerà  dall’interrogatorio aumentano i dettagli biografici sui Tsarnaev. «Un fratello a suo agio negli Stati Uniti influenzato da uno che non lo era».
Scrive in prima pagina il New York Times di ieri contrapponendo l’identikit di Dzokhar (parecchio più giovane, cittadino americano, amante del wrestling e delle ragazze – a detta di tutti, un ragazzo aperto e socievole, abitualmente in scarpe da ginnastica e tshirt) a quello di Tamerlan (un patito del pugilato che, dopo un arresto per aver picchiato la fidanzata, non era riuscito a diventare cittadino Usa, diceva di non capire gli americani e amava indossare abiti «alla moda» e stivali di coccodrillo). Nel 2011, l’Fbi avrebbe convocato e interrogato Tamerlan, probabilmente su richiesta di Mosca, dopo un suo viaggio in Russia. Ma non era emerso nulla di sospetto. «Questa notte rimangono molte domande senza risposta.
Prima di tutto perché due giovani, che hanno studiato e sono cresciuti qui, parte della nostra comunità  e del nostro paese, sono ricorsi a una violenza simile», ha detto ancora Obama, la sua espressione serissima in grande contrasto con le celebrazioni in corso per la strade di Boston. E il presidente ha invitato tutti a non trarre «conclusioni affrettate su possibili moventi e soprattutto su interi gruppi di persone». Difficile non supporre che non sia preoccupato dell’impatto che l’immagine di due giovani terroristi di origine straniera, ma legalmente negli Usa, potrebbe avere su una delle grandi priorità  del suo secondo mandato, e cioè la riforma dell’immigrazione. Il senatore repubblicano Carles Grassley ha già  dichiarato che l’ipotesi di legge non potrà  prescindere da una riflessione sui fatti di Boston. Due dei propositori repubblicani delle legge, John McCain e Lindsay Graham, hanno già  fatto richiesta affinché Dzhokhar Tsarnaev non venga processato da un tribunale civile, ma da uno militare, in qualità  di enemy combatant , un terrorista nemico della patria.


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