A Berlino battesimo per il populismo anti-euro “La Merkel ha tradito, il futuro siamo noi”

BERLINO — «Basta con l’euro se vogliamo salvare l’Europa! Se fallisce l’euro non fallisce l’Europa, bensì solo il governo di Angela Merkel!». La voce del giovanile cinquantenne economista Bernd Lucke, leader carismatico del nuovo movimento, scandisce chiara gli obiettivi, e l’applauso è scrosciante, nella strapiena sala da ballo dell’Hotel Intercontinental a Budapesterstrasse, indirizzo chic esclusivo della vecchia Berlino Ovest. Qui ieri è nato Alternative fuer Deutschland, cioè Alternativa per la Germania, il nuovo partito tedesco che può condizionare il futuro del continente. Nello stesso giorno, si teneva il congresso della socialdemocrazia (Spd), e confermava Peer Steinbrueck come suo candidato, con il suo attacco contro «il pessimo bilancio sociale del governo Merkel».
Ma sono i nuovi a catturare le aperture di media e siti. Un tedesco su quattro nei sondaggi è disposto a votarli. Se incasseranno abbastanza voti, Angela Merkel
non potrà  più governare. «Jetzt geht’s los, jetzt geht’s los», adesso si parte, grida la platea entusiasta incitando il leader Lucke e il suo guru, il pubblicista Konrad Adam, ad andare alla tribuna. «Ero democristiano per trent’anni, ho stracciato la tessera perché sostenendo che non c’è alternativa all’euro Merkel tradisce il popolo », dice. «L’obiettivo è entrare al Bundestag a settembre, allora dovranno fare i conti con noi. Noi non stringeremo alleanze con nessun partito che non voglia la fine dell’euro», tuona, e la platea esplode. Noi soli siamo i nuovi, i veri, i puri, frasi già  sentite altrove in Europa, a sud delle Alpi.
«Ci stiamo organizzando in corsa, le domande d’iscrizione ci sommergono», mi dicono le giovani dell’ufficio stampa di Alternative.
E distribuiscono ai delegati buoni pasto per il buffet, e consigli su dove pernottare a Berlino o come rientrare a casa, aereo treno o auto, spendendo meno. Entusiasmo da nuovo movimento per una platea fatta in maggioranza da uomini, quasi tutti giacca e cravatta. Piccoli e grandi imprenditori, gente comune, vip di ieri come Hans Olaf Henkel ex presidente della Confindustria. E mamme con pannolini da cambiare. «Siamo noi dice Lucke – il Nuovo contro la camicia di forza dei vecchi partiti, contro Merkel che decide sopra la testa degli elettori, contro sostegni a oltranza a paesi mal governati che portano i tedeschi a pagare per la cattiva gestione di altri». Applausi, un signore anziano si emoziona e sventola la bandiera nazionale, il servizio d’ordine lo invita alla calma. Fuori, una ventina di neonazisti della Npd gridano al nuovo partito un appoggio tutt’altro che auspicato. «Non siamo antieuropei, è l’euro a distruggere l’Europa – insiste Bernd Lucke -. Il ritorno al marco non può essere un tabù, se davvero siamo europeisti dobbiamo dire addio all’euro, tutti noi popoli europei. Non siamo né di destra né di sinistra, siamo per la verità ». Applausi, e confessioni in platea: «Hanno ragione, non se ne può più dei dimostranti mediterranei che paragonano la Germania di oggi a Hitler», mi dice un piccolo imprenditore. Poi si alzano tutti in un nuovo applauso, arriva alla tribuna il guru Konrad Adam. «Delusione, rabbia, senso di estraneità  tra europei, ecco cosa
ci ha portato l’euro – scandisce -. L’euro ha tradito i valori della rivoluzione francese, cioè libertà  eguaglianza e fraternità ». Ovazione trionfale. Il guru continua, con un pensiero persino al Sud: «Guardate non solo a noi senza più marco ma anche ai greci: non decidono più loro a casa loro, decide la Trojka, i negoziatori Ue e Fmi senza alcun mandato del popolo greco, e allora? Votateci, i partiti storici hanno già  paura di noi!». Leadership eletta senza contestazioni, congresso chiuso con sorrisi felici, la sfida alla Merkel e all’Europa è lanciata.


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