«Ora in piazza una volta al mese» Così Berlusconi mobilita i suoi

MILANO — Si torna in piazza. Silvio Berlusconi lo annuncia agli eletti lombardi di Camera, Senato e consiglio regionale, radunati ieri nella lussuosa sala congressi di Villa Gernetto, a Lesmo: la stessa location dove il Cavaliere, nell’ottobre scorso, aveva annunciato la sua discesa in campo, contrariamente a quanto detto fino a quel momento. «E meno male», ripetevano ieri i suoi più stretti collaboratori, dal segretario Angelino Alfano al coordinatore regionale Mario Mantovani, tributandogli il merito del positivo risultato elettorale e della vittoria in Lombardia. Berlusconi spinge sulla necessità  di riprendere le origini: da Forza Italia (applauso corale quando il Cavaliere butta lì, «Dovremmo cambiare nome») allo spirito del ’94.
Ogni mese una piazza, dunque, e Alfano annuncia che l’esordio di questa operazione sarà  il 23 marzo prossimo, in Piazza del Popolo a Roma. Per dimostrare che le grandi adunate non sono solo un fenomeno grillino. Il Cavaliere è in gran forma: «Il nostro guaio è che non abbiamo rappresentanti di seggio. Perché senza 250 mila voti giudicati nulli avremmo vinto le elezioni». Ma non c’è problema, tanto il sondaggio più recente «dà  il centrodestra al 29,3 davanti al centrosinistra a 29,1 e Grillo al 28 per cento». Un’ascesa che il Cavaliere spiega col fatto che «sta intercettando lo scontento dei cittadini. Ed è per questo che noi dobbiamo tornare in piazza: per coinvolgere soprattutto giovani e donne, per dire alla gente che siamo dalla loro parte».
Il Cavaliere è preoccupato per la crisi, «gli imprenditori me lo ripetono di continuo» e richiama al senso di responsabilità  di chi è stato eletto. Non usa il termine governissimo, ovviamente, ma chiede a Bersani di «dimostrare se è un vero leader o se porterà  i suoi a sbattere». Il vero leader, ovviamente, dovrebbe dialogare con il centrodestra. E l’agenda è già  pronta: «Dobbiamo rilanciare lo sviluppo, occupandoci di crescita e lavoro, favorendo i consumi delle famiglie e gli investimenti delle imprese». Alfano aggiunge che il primo provvedimento da portare in aula è quello sul taglio dell’Imu, «perché le famiglie sono impoverite». E su questo bisogna fare comunicazione: Berlusconi continuerà  ad apparire in tivù e i suoi dovranno trovare tutte le forme possibili (compreso il web) per spiegare alla gente la posizione del Pdl. Come una campagna elettorale mai finita.
Ancora. Sul presidente della Repubblica, Berlusconi lancia l’altolà : «Il voto ha dimostrato che il Paese è diviso in tre. Chi verrà  scelto deve essere davvero super partes e non può venire eletto da una maggioranza risicata». No a ogni ipotesi, insomma, di personalità  «che poi entrerebbero in gioco a favore di una parte». E il riferimento a Romano Prodi, mai citato, è evidente.
Nel giorno del no al legittimo impedimento della Procura di Napoli, altro tema su cui intervengono i pidiellini è quello della «oppressione della giustizia». Ne parla a lungo Alfano, lo ribadiscono altri eletti. Ma le manifestazioni mensili non avranno come priorità  la giustizia.
Il resto è il via libera a Mantovani, rieletto senatore e recordman di preferenze in Regione (quasi 13 mila voti per lui), indicato come futuro vicepresidente di Roberto Maroni. «Ripartiamo dalla Lombardia» è la parola d’ordine che rilanciano anche i colonnelli Mariastella Gelmini, Maurizio Lupi, Paolo Romani, Luigi Casero. In prima fila siede anche Roberto Formigoni, che comincia la sua avventura al Senato dopo aver governato la Lombardia per 17 anni. Ma questa è storia passata.
Maurizio Giannattasio
Elisabetta Soglio


Related Articles

La grande illusione della web-democrazia

  Una pena del contrappasso mediatico o un segnale di avvertimento sulle illusioni della cosiddetta democrazia elettronica? L’annullamento delle “quirinarie” online del Movimento 5 Stelle, può essere interpretato in entrambi i sensi.

Cgil nervosa per l’asse tra premier e Landini

Il congresso della Cgil dura cinque mesi e mette a dura prova la costanza dei media nel seguirne con attenzione

Parlamento, domani il primo round sui tagli

In 150 mila sul web per il precario di Montecitorio. Di Pietro e i Viola: in piazza.    Polemica sulla rete per l’intervista di Formigoni al Tg3 con yacht sullo sfondo 

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment