La cassazione va contromano

La questione è di non poco momento, stante che «il reato di cui all’art. 187 del Cds punisce la condotta di chi si sia posto alla guida in stato di alterazione psicofisica determinato dall’assunzione di sostanze stupefacenti e non già  dalla attività  di guida del consumatore di stupefacenti che non sia in stato di alterazione, sicché si renderà  necessario ai fini di un giudizio di responsabilità  provare non solo la precedente assunzione ma anche che il conducente abbia guidato in stato di alterazione causato da tale assunzione». In altre parole, secondo la Cassazione, è punibile solo la guida sotto l’effetto delle sostanze; non è invece punibile chi, pur avendole consumate in precedenza, si sia messo alla guida quando l’effetto psicoattivo si sia esaurito.
Ai fini della configurabilità  dell’art. 187 si rende quindi necessario sia un accertamento tecnico – biologico sia che altre circostanze provino l’alterazione (sent.ze IV sez. penale n. 41796 e 33312).
La sentenza in verità  assai sbrigativa, riprende una analoga pronuncia sempre della IV sezione (la n. 48004) stabilendo che ai fini della prova dello stato di alterazione, una volta accertata la positività  biologica che dimostra l’assunzione, non si renda necessaria una visita medica che accerti tale stato ma sia sufficiente far riferimento all’apprezzamento delle deposizioni raccolte e al contesto in cui si è realizzato il fatto.
In tal modo il giudizio viene affidato alla descrizione soggettiva e ad elementi non scientificamente sicuri. Infatti, ci si riferisce ai verbali delle forze dell’ordine che nella prassi ricorrono a formule di rito o a clausole di stile, quali eloquio sconnesso, occhi rossi, sudorazione elevata, agitazione, respiro affannoso. La descrizione del comportamento è quindi basata su mere impressioni senza competenza specifica, medica e/o sanitaria. Nel caso particolare su cui si è pronunciata la Cassazione a gennaio, la reazione emotiva e di paura, umanamente comprensibile, del conducente al fermo dei carabinieri è stata così superficialmente attribuita alla cannabis, che però era stata consumata giorni addietro. Peraltro, la stessa Cassazione e molti Tribunali, tra cui Ivrea e Bologna, non ritengono attendibili ai fini di un giudizio gli accertamenti biologici compiuti col solo prelievo delle urine in quanto non dimostrano con certezza lo stato di alterazione.


Related Articles

Botte e sgomberi. L’inutile task force e l’emergenza casa

Milano. Duri scontri con la polizia al quartiere Lorenteggio per evitare lo sgombero di una donna con due figli. La Prefettura, in accordo con il governatore Maroni e con il sindaco Pisapia, annuncia altri duecento blitz per i prossimi giorni. Comincia così la guarra contro gli occupanti abusivi in una città dove ci sono ottomila appartamenti pubblici vuoti

L’Aquila. Protezione civile indagata per omicidio colposo

L’ipotesi della procura abruzzese: la Commissione Grandi Rischi non avrebbe lanciato l’allarme sul terremoto. Sotto accusa la riunione del 31 marzo 2009. Chiusa l’indagine della Polizia, 7 persone coinvolte: tra questi vertici, tecnici e sismologi

Lo spallone che riciclava i soldi creò la fondazione di Melandri

Stefano Bravo, specializzato nel trasferimento dei capitali all’estero per conto dell’organizzazione, è uno dei soci fondatori di «Human Foundation», l’organizzazione che fa capo a Giovanna Melandri, ex ministro Pd

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment