In Nigeria uccise 9 volontarie antipolio

Così ieri almeno nove volontarie della campagna antipolio hanno perso la vita a Kono, la più grande città  musulmana nel nord della Nigeria. Le donne sono state colpite mentre si accingevano a fare il giro delle abitazioni per somministrare le gocce di vaccino ai bambini. Il primo attacco è avvenuto nel quartiere Kanòs Hotoro Hayi: alcuni uomini armati sono arrivati a bordo dei tipici taxi-risciò e hanno aperto il fuoco uccidendo otto volontarie. Poco dopo un secondo attacco nel quartiere Unguwa Uku avrebbe causato altre quattro vittime secondo alcuni testimoni che però hanno parlato nell’anonimato per paura di una rappresaglia della setta Boko Haram, sospettata di essere mandante degli omicidi. La polizia, tuttavia, parla di nove morti e sarà  difficile ottenere un bilancio definitivo dell’eccidio data la reticenza delle forze di sicurezza.
I sospetti, comunque, cadono sulla setta Boko Haram, il cui nome significa «l’educazione occidentale è un sacrilegio», che è responsabile di una serie di attacchi mortali soprattutto contro i cristiani nel nord della Nigeria (792 morti nel 2012).
Non è la prima volta che a Kano i volontari anti-polio finiscono nel mirino degli integralisti. Lo scorso ottobre due agenti che garantivano la sicurezza dei volontari sono stati uccisi da ignoti. La guerra ai vaccini anti-polio è cominciata in Nigeria nel 2003 quando Ibrahim Datti Ahmed, capo del Supremo consiglio islamico, accusò gli americani di diffondere il vaccino con l’aggiunta di una sostanza che rende sterili i bambini. Da allora l’infezione è dilagata, solo lo scorso anno sono stati registrati 121 casi (la metà  del dato mondiale).
Monica Ricci Sargentini


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