Spread sotto 300 Verso «quota Monti»

Torna sotto i 300 punti lo spread tra i rendimenti dei Btp decennali e Bund tedeschi della stessa durata. Ad essere precisi, il differenziale ha chiuso a 296 punti, dopo aver toccato un minimo di seduta di 289 punti, appena sopra a quei 287 punti base, indicati come obiettivo dal premier Mario Monti poco prima di perdere il sostegno del centrodestra e annunciare le dimissioni del suo governo. Il rendimento si è attestato al 4,39% dopo aver toccato il minimo dal dicembre 2010.
Il calo delle tensioni sul mercato, di cui hanno beneficiato i titoli di Stato italiani al pari di quelli spagnoli (in flessione anche lo spread tra Bonos spagnoli a 10 anni, che ha chiuso a 384 punti per un tasso del 5,27%), secondo gli esperti dovrebbe proseguire nei prossimi giorni, perlomeno fino ai primi di gennaio, favorito dalla schiarita sulla crisi greca. Sempre che resista il pur altalenante ottimismo che circola a Washington circa il raggiungimento dell’accordo tra Repubblicani e Democratici nel Congresso sul deficit di bilancio.
Sulle sorti della Grecia in particolare, al successo del buy back (riacquisto dei titoli) della scorsa settimana si è aggiunto ieri il netto upgrade (un rialzo del rating di otto gradini) annunciato da Standard & Poor’s, che ha riconosciuto una svolta positiva nella crisi del debito. E quindi la decisione della Bce che ha tolto il divieto — introdotto nel luglio scorso — ad accettare i titoli pubblici di Atene come collaterali a garanzia delle sue operazioni di rifinanziamento.
Ad influire positivamente sugli umori degli investitori è stata anche la pubblicazione, ieri, dell’indice Ifo relativo al clima economico delle imprese tedesche, cresciuto più delle attese. Una notizia questa che ha contribuito a sostenere anche l’apprezzamento della moneta unica che ieri ha raggiunto 1,33 dollari, il massimo da aprile.
Positiva anche la giornata delle Borse, frenate in chiusura dal rallentamento di Wall Street, con Milano che ha guadagnato l’1,1%, Madrid l’1,17%, Francoforte lo 0,19%, Parigi lo 0,44%, Londra lo 0,43% e Atene in salita del 5,69%.
Stefania Tamburello


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«La banca cen­trale esi­ste per pre­ve­nire com­por­ta­menti i quali pro­vo­cano l’instabilità della finanza: deve gover­nare l’evolvere delle isti­tu­zioni finan­zia­rie, pro­muo­vere le isti­tu­zioni e le prassi sta­bi­liz­zanti, sco­rag­giare quelle desta­bi­liz­zanti» (H.P. Min­sky, Sta­bi­li­zing an Unsta­ble Eco­nomy, Mc Graw-Hill, New York, 2008 (1986), p. 349).

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