La Regina e l’ex comandante dell’Ira la pace dell’Ulster in una stretta di mano

LONDRA â€” È una scena che pochi in Gran Bretagna e in Irlanda si sarebbero mai immaginati. La settimana prossima Martin McGuinness, ex-comandante dell’Ira, stringerà  la mano alla regina Elisabetta, capo dello Stato contro cui l’esercito clandestino dei repubblicani irlandesi ha combattuto per trent’anni in nome dell’indipendenza. In quel momento la pace firmata dai leader politici nel Venerdì Santo del 1998, poi sancita da un governo congiunto tra unionisti protestanti e separatisti cattolici, uscirà  dai corridoi del potere per diventare finalmente un fatto reale. «Non credevo che avrei mai assistito a un evento del genere in vita mia», ripetono esterrefatti ai microfoni della Bbc i sudditi di Sua Maestà  a Londra e i sostenitori di un’Irlanda unita a Belfast e Dublino.
Arrestato ventenne per possesso di esplosivo, condannato a sei mesi di carcere, capo dell’Irish Revolutionary Army
prima a Derry quindi in tutta l’Irlanda del Nord, McGuinness aveva da tempo abbandonato la lotta armata per scegliere la strada dello scontro politico. È diventato il numero due dello Sinn Feinn, il partito cattolico guidato da Gerry Adams. Dopo gli accordi di pace è stato eletto vicepremier del governo autonomo nord-irlandese. E tuttavia il gruppo di cui ha fatto parte è stato responsabile tra l’altro dell’assassinio di Lord Mountbatten, cugino di primo grado di Elisabetta II e amatissimo dal principe Carlo. A sua volta la regina è il simbolo di una nazione che, agli occhi degli indipendentisti, non solo continua a occupare un pezzo d’Irlanda, ma ha represso, perseguitato e ucciso i loro militanti. Certo, l’Ira ha smantellato gli armamenti, di fatto non esiste più. E lo Sinn Feinn, suo braccio politico, ha accettato la via della trattativa e del processo democratico. Ma anche Elisabetta ha fatto concessioni, quando l’anno scorso, visitando per la prima volta l’Irlanda, ha deposto una corona di fiori al monumento ai ribelli irlandesi morti lottando per l’indipendenza dal suo regno. «È una buona decisione per l’Irlanda, la decisione giusta al momento giusto», commenta Jerry Adams, pur ammettendo che non è stata unanime e che c’è qualche scontento. Come che sia, mercoledì prossimo, durante una visita della regina a Belfast, McGuinness diventerà  il primo rappresentante dell’Ira a incontrarla e le stringerà  solennemente la mano. Come ebbe a dire il premier israeliano Rabin prima di stringere con riluttanza quella di Arafat, la pace si fa tra nemici, non tra amici.


Related Articles

Corea del Nord. Convergenze USA-Cina

Convergenze Cina-Usa sulla denuclearizzazione della Corea del Nord. Ma Pechino lavora anche a garantire un onorevole ripiego al regime di Pyongyang

Effetto Memo­ran­dum: tagliate le pensioni minime

L’ex par­ti­giano novan­ta­duenne Mano­lis Gle­zos ha esor­tato Syriza a «rin­sa­vire», a opporsi a un Memo­ran­dum che «lega i greci mani e piedi e li rende schiavi per interi decenni»

«L’Europa non boicotta Ma Israele ora rischia»

L’inviato Ue: «C’è isolamento internazionale» 

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment