SUL PAESE LA SFIDA TRA USA E CINA

La Società  petrolifera nazionale, il colosso cinese dell’energia, paga in contanti per i terreni e gli alberi che si trovano nella traiettoria dei bulldozer e costruisce scuole e ospedali per la popolazione. La Cina si è decisa ad attuare questo genere di compensazione dopo essere stata costretta, lo scorso anno, a sospendere i lavori di costruzione di una grande diga per la produzione di energia idroelettrica a seguito delle violente proteste degli abitanti del luogo, irritati per l’arroganza cinese e preoccupati per i rischi ambientali.

L’approccio più morbido riflette anche una strategia per contrastare l’influsso degli Stati Uniti nella regione. La dittatura militare che da decenni governa la Birmania ha allentato la morsa, il Paese si sta democratizzando e migliorano i suoi rapporti con gli Stati Uniti: la Cina sente minacciata la partnership che le consente l’accesso all’Oceano Indianoe un’ambita scorciatoia per le forniture di greggio dal Medio Oriente.

La Birmania ha assunto importanza strategica per gli Stati Uniti, intenzionati a riaffermare la propria influenza in Asia, e per le ambizioni militari ed economiche cinesi. Per l’amministrazione Obama, nell’anno delle presidenziali, il passaggio della Birmania dalla dittatura alla democrazia sarebbe un successo politico e avere un paese amico al confine con la Cina rappresenterebbe un ottimo risultato strategico. Gli Stati Uniti però hanno le mani legate quanto a erogare aiuti per via delle sanzioni economiche imposte da più di vent’anni e che, per volontà  del Congresso, verranno eliminate solo a patto che nel Paese si tengano domenica libere elezioni, vengano risolti i conflitti con le minoranze etniche e liberati altri prigionieri politici.

Presi tra due fuochi, alcuni imprenditori birmani appoggiano le riforme sostenute dall’America come la miglior soluzione per la cronica debolezza economica del paese, ma temono che se gli Stati Uniti manterranno le sanzioni e l’economia non decollerà  la Cina intervenga per salvare il Paese con cospicui prestiti e progetti di grandi opere, guadagnando consensi e prestigio.

(Copyright The New York Times-La Repubblica Traduzione di Emilia Benghi)


Related Articles

Migranti. Sette anni dopo la strage del 3 ottobre, nel Mediterraneo si continua a morire

3 ottobre. Oggi la «Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione» per ricordare i 368 morti davanti alle coste dell’isola siciliana. Iniziative e protese in molte città

Francia e Spagna silurano il Fronte del Sahel. L’Algeria resta sola di fronte ad Al Qaida

 

 

 

L’Algeria è irritata per le iniziative recenti di Francia e Spagna, che hanno accettato di pagare lauti riscatti ai terroristi di Al Qaida per la liberazione di ostaggi. In questo modo – dicono i responsabili dei servizi di sicurezza algerini – l’Algeria viene lasciata sola a combattere il terrorismo

“Tutti i termini della cooperazione antiterrorista con i sei paesi della regione saranno rivisti
completamente”

Sciopero generale in Catalogna, i sindaci a Bruxelles da Puigdemont

Catalogna. Proteste per l’incarcerazione dei membri della Generalitat

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment