La riforma sanitaria di Obama e il fattore umano dimenticato

Come a dire che la riforma dovrebbe essere abolita. Non è escluso che il presidente della Corte, John Roberts, che avverte il peso di una sentenza tanto radicale, o l’ago della bilancia della Corte stessa, Anthony Kennedy, un conservatore capace di moderazione, ci ripensino e la salvino almeno in parte. Ma ciò che colpisce è che il dibattito si è attenuto alla lettera, non allo spirito della riforma, e che ha toccato tutti i temi ideologico, legislativo, finanziario ed economico possibili, ignorando il tema di fondo, l’elemento umano.
In America esiste la sanità  di Stato per i poveri (Medicaid) e per gli anziani (Medicare). E la maggioranza degli americani che ne sono privi hanno l’assicurazione medica. La riforma Obama (Obamacare per i suoi nemici) non è universale, lascia senza protezione altri 15 milioni di persone. Ma su di questo e, nel caso che fosse cancellata, su che cosa accadrebbe alle famiglie dei non protetti, i giudici conservatori non hanno detto una parola. Tuttavia, i media liberal li hanno attaccati non perché sordi alle istanze sociali e umanitarie del Paese, bensì perché propensi a usurpare i poteri del Congresso. Il Washington Post ha definito la Corte «La suprema legislatura» e ha chiamato i giudici «Senatori».
È possibile che porre in primo piano il fattore umano non sia più in sintonia con i tempi? C’è da temere di sì. In questi tempi di crisi, in America soprattutto ma anche in Italia, si parla quasi solo di finanza. C’è voluto Jim Yong Kim, l’illustre medico candidato da Obama alla guida della Banca mondiale, per ricordare al mondo che «investire negli esseri umani è un imperativo economico e morale». «Io ho affrontato le forze della povertà  â€” ha scritto sul Financial Times — e ho visto che le scuole, le cliniche, le infrastrutture cambiano la vita dell’umanità ».


Related Articles

I compiti che spettano all’Europa per superare gli egoismi nazionali

L’Unione Europea arriva stremata al 2012. Deve prendere le distanze dalla baraonda dell’anno trascorso. È necessaria una discontinuità . Ogni Stato membro dovrà  smettere di rimanere sordo alle esigenze degli altri e ragionare in termini di rapporti di forza. Altrimenti, la crisi dei debiti sovrani diventerà  davvero ingestibile.

Varou­fa­kis: «Non starò con Syriza, lavoro a una sinistra europea anti-Memorandum»

Grecia. 25 deputati con Unità popolare di Lafazanis: pronti anche a uscire dall’euro. Sono la tera forza in Parlamento

Un milione e mezzo in piazza Ma il governo resta sordo

Portogallo/ ANCORA UN EXPLOIT DEL MOVIMENTO «CHE SI FOTTA LA TROIKA»

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment