Online una nuova lista antisemita “Ecco i professori servi di Israele”

ROMA – Quasi duecento professori delle principali università  italiane sono finiti nel mirino del sito neonazista Holywar, che arriva a definirli «molto pericolosi» oltre che «collaboratori dei servizi segreti israeliani». L’ennesima blacklist di persone ritenute vicine ad Israele o di religione ebraica – oltre ai docenti ci sono anche giornalisti, scrittori e filosofi – pubblicata nonostante le ripetute denunce ed interrogazioni parlamentari nei confronti del sito e del suo gestore, il norvegese Alfred Olsen. Creato nel 1998, Holywar, che è tradotto in 13 lingue (incluso l’italiano), è considerato tra gli ispiratori del terrorista norvegese Anders Breivik. 
Si tratta della terza lista partorita nell’arco di un anno dal folle Olsen, mente del Movimento di resistenza popolare L’Alternativa cristiana. A dicembre toccò ai nove collaboratori del sito della comunità  ebraica romana (in quell’occasione, vennero pubblicate anche le loro foto), mentre a febbraio fu la volta di 78 pisani ebrei. Ma a poche ore dalla strage di Tolosa, questo nuovo elenco dell’odio antisemita, appare ancora più inquietante e minaccioso. La polizia postale, che da tempo monitora questo covo virtuale di neonazisti, invierà  una nuova segnalazione alla Procura, mentre una circolare del Dipartimento della Pubblica Sicurezza sollecita prefetti e questori ad un innalzamento della vigilanza a tutela degli obiettivi sensibili legati alle comunità  ebraiche. 
I professori citati da Holywar sono considerati «devoti sayanim»: «Persone liete di servire Israele, pur vivendo in uno Stato diverso da quello ebraico». Secondo i deliri del norvegese, questi «sayanim nelle nostre università  collaborano con l’intelligence israeliana, che ha, proprio nella più grande università  dello Stato ebraico, il centro nevralgico della raccolta dati». In una seconda parte, vengono anche elencati direttori di giornali, editorialisti, filosofi, scrittori, deputati, parlamentari europei, tutti accusati di voler «mettere il bavaglio ad Internet». La parte finale della blacklist è riservata a 25 «attivisti dell’Unione delle comunità  ebraiche italiane» (Ucei), considerata «una delle organizzazioni sioniste più estremiste». Intanto, nelle stesse ore in cui sul web riaffiora questa lista, sul forum neonazista di Stormfront (anche questo, come Holywar, con server collocati in America, per cercare di aggirare i controlli delle nostre autorità  di polizia), gli utenti inneggiano alla strage di Tolosa. «Ci hanno tolto un po’ di spazzatura di torno» è il commento-shock di un utente che si firma “Armed Revolution”, mentre un altro è «lieto che il killer abbia centrato l’obiettivo».
Unanime la condanna del mondo politico. Per Anna Finocchiaro, presidente del gruppo Pd, «è necessaria una ferma e decisa azione contro i rigurgiti neonazisti che cercano di trovare spazio tra le pieghe della Rete». Interviene anche il ministro per la Cooperazione Internazionale, Andrea Riccardi, che parla di una «squallida provocazione che gli italiani respingono con forza e determinazione». Riccardo Pacifici, presidente della comunità  ebraica romana, invoca una «legge, a livello internazionale, che blocchi sul web i fenomeni di incitamento all’odio xenofobo, al razzismo, e quindi all’antisemitismo, così come avviene per la pedopornografia»: posizione condivisa da Emanuele Fiano, deputato Pd, che ieri è tornato a chiedere l’oscuramento di Holywar e Stormfront.


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