Bruxelles, moschea data alle fiamme Muore il suo imam

BRUXELLES — Una delle più importanti moschee di Bruxelles è stata bruciata in un attentato, forse compiuto con una bottiglia molotov, e il suo imam è morto soffocato dal fumo. Un sospetto è stato fermato, nulla si sa del movente. Secondo Le Soir sarebbe entrato nella moschea armato di ascia, bottiglie molotov e una tanica di benzina. L’imam, 47 anni, è morto cercando di spegnere l’incendio. Un’altra persona è rimasta lievemente intossicata. Tutto questo è accaduto verso le 19 ad Anderlecht, quartiere di immigrati in maggioranza islamici, una delle zone a più alta densità  musulmana in tutta l’Europa: e a notte, decine di persone si radunano davanti al rudere fumante, presidiato dalla polizia. Molti giovani, ma anche anziani e qualche famiglia. Altre volte, quelle strade sono state teatro di incidenti a sfondo etnico-ideologico: si teme che possano ripetersi.
La moschea distrutta portava il nome di «Rida», era la principale fra le 4 moschee sciite di Bruxelles. Non ha mai creato problemi, era molto frequentata sia da giovani che da anziani. Anderlecht si trova subito dietro la stazione ferroviaria Gare du Midi, è abitato soprattutto da abitanti marocchini, turchi, e ultimamente anche centro-africani. Quartiere molto «sensibile» sul piano dell’ordine pubblico, è discretamente sorvegliato dalla polizia. Ma gli episodi di grave violenza sono stati abbastanza rari. 
Tumulti scoppiarono qualche anno fa fra gruppi di giovani turchi e curdi. Anche durante la guerra civile in Libia vi sono state tensioni fra immigrati di Tripoli e Bengasi, e così in occasione della rivoluzione tunisina. Non solo: in occasione di partite di calcio particolarmente sentite, qualche tensione vi è stata anche fra giovani locali e tifosi «ultrà » venuti a festeggiare e a ubriacarsi intorno alla stazione Midi. Dopo l’11 settembre 2011, con l’attentato alle Due Torri di New York, più volte si era temuta un’esplosione sociale: ma il quartiere e la città  sono sempre rimasti molto più tranquilli di altre zone europee a folta presenza di immigrati.
Ora, il rogo della moschea di Rida rischia di compromettere un equilibrio mai del tutto consolidato. Quanto ai possibili responsabili, è ancora troppo presto per fare ipotesi. Una pista di indagine potrebbe però portare verso certi gruppuscoli dell’estrema destra fiamminga, spesso fattisi conoscere per il linguaggio violento e le teorie più o meno razziste, e per questo già  ben noti alle forze dell’ordine. Ma per ora è impossibile escludere anche il gesto di un pazzo, o una vendetta privata. 
Bruxelles ospita un centinaio fra moschee vere e proprie e luoghi di preghiera, spesso dei semplici garage. Secondo statistiche ufficiose, un abitante su tre sarebbe di religione musulmana: ma in zone come Anderlecht, quella percentuale raddoppia. Non era mai accaduto che una moschea fosse presa di mira da un attentato.


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