Monaco tibetano si dà  fuoco e muore è il 15mo che si immola in dieci mesi

 PECHINO – Un monaco tibetano considerato un “lama” (un reincarnato), si è immolato dandosi fuoco nella provincia nord-occidentale cinese di Qinghai. Quello di Nyage Sonamdrugyu, 40 anni, noto come “Sopa”, è il quindicesimo atto disperato di questo tipo compiuto in dieci mesi nelle zone della Cina a forte presenza tibetana, il primo nel Qinghai. Un modo estremo per protestare contro l’occupazione cinese. L’agenzia di stampa Xinhua riferisce che sulla morte di Nyage è stata aperta un’inchiesta e che il corpo è stato restituito alla famiglia dopo che una folla inferocita ha inscenato una manifestazione di protesta contro le autorità  di polizia che trattenevano il cadavere.

“Sopa” apparteneva al monastero di Nyanmo, nella prefettura autonoma tibetana di Golog, ai confini con la regione autonoma del Tibet. Gestiva un orfanotrofio a Darlang e aveva molti seguaci ai quali insegnava la dottrina buddista. E’ considerato al momento il monaco più importante che finora si è immolato. Prima di darsi fuoco, è salito su una collina, ha bruciato incenso, ha pregato e ha distribuito molti volantini nei quali annunciava che stava facendo l’estremo atto “non per la sua gloria personale ma per il Tibet e per la felicità  dei tibetani”.

Ieri la Xinhua aveva confermato il decesso di un monaco che si era immolato venerdì nei pressi del monastero di Kirti, nella provincia sud-occidentale del Sichuan, dove la resistenza tibetana è molto forte. Lo stesso giorno, nella stessa zona, un altro si era procurato delle lesioni cercando di darsi fuoco.

Dal marzo del 2011, quando si immolò un giovane bonzo del monastero di Kirti, 14 tibetani, monaci e monache, hanno seguito il suo esempio. Tra questi nove hanno perso la vita. Secondo le organizzazioni non governative, questi gesti evidenziano la disperazione suscitata dalla repressione religiosa e culturale che le autorità  di Pechino praticano nei confronti della popolazione tibetana. Sulla stessa lunghezza d’onda il dipartimento di Stato americano, che ha espresso preoccupazione, sottolineando che queste immolazioni “chiaramente esprimono la rabbia e la frustrazione per il modo in cui in Cina vengono violati i diritti umani e la libertà  di espressione dei tibetani”. Da parte sua, il governo cinese accusa i leader tibetani in esilio di incoraggiare queste forme di protesta.


Related Articles

Migranti: soluzione, non problema della crisi europea

Europa. Nelle comunità migranti nel nostro continente, le potenzialità per trovare la chiave della rinascita di Africa e Medio Oriente. Al contrario, respingimenti e xenofobia alimentano il terrorismo

Blitz di Borghezio e Casa Pound nella scuola degli immigrati

ROMA. L’aggressione in un quartiere della periferia capitolina

Rifugiati, prima le manganellate poi l’accoglienza. Temporanea

Il rogo di Sesto Fiorentino. Cariche della celere ai migranti che chiedevano di partecipare al Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment