Ecco i maxi Tagli alle Leggi Cancellate 430 mila Norme

Anche in Italia pane fresco tutti i giorni, domeniche e feste comandate comprese. Come accade nelle bakery dei supermercati di tutto il mondo da Londra a New York, dove il pane fresco fa parte della dieta dei salutisti insieme ai cibi bio. Verrà  infatti cancellato il divieto attualmente in vigore di panificare nei giorni festivi. Divieto che già  da qualche tempo veniva aggirato e bypassato, ma che la «lobby» dei panificatori aveva contribuito a mantenere ben fermo per legge.
Il decreto del governo sulle semplificazioni, in esame domani al Consiglio dei ministri, promette non solo di facilitarci la vita, ma forse addirittura, come in questo caso, di migliorarcela. Con l’unica avvertenza che, se si liberalizza la lievitazione del pane, si vigili su quella dei prezzi, per impedire che il pane della domenica non venga a costare come le famose brioche della Regina di Francia. Ma forse alla «mano invisibile» del mercato basterebbe dimezzare la quantità  di michette comprate di sabato per calmierare il costo.
Il superdecreto che è stato preparato dal ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi contiene una miriade di disposizioni e innovazioni anche minute, che però incidono sulla vita di tutti i giorni. Quaranta pagine e 74 articoli che si occupano tra l’altro del rinnovo della patente, della carta di identità  e del bollino blu. Ma anche dell’edilizia scolastica, della banca dati nazionale degli appalti, della certificazione unificata per le imprese. O reintroducono in via sperimentale la social card nelle grandi città , con un finanziamento di 50 milioni di euro. Il nuovo decreto disbosca anche una selva di ben 430 mila tra norme, disposizioni, regolamenti («È nei dettagli che il diavolo nasconde la sua coda», dice un vecchio proverbio inglese) e 330 leggi desuete e ormai, più che inutili, dannose. La legge più vecchia che verrà  abrogata risale all’immediato dopoguerra (1947, e riguarda l’ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo) e in tutto circa 430.000 tra regolamenti, atti amministrativi, decreti ministeriali inutili perché obsoleti. Via anche la legge sulla caccia e il Dpr sui pescherecci del Mediterraneo del 1970, e norme su singole scuole e atenei. Le anticipazioni hanno sollevato anche critiche e posto degli interrogativi. Il «ritorno» della social card non è piaciuto al più importante sindacato dei pensionati, la Spi-Cgil.
E la Fipe, la Federazione dei pubblici esercizi della Confcommercio, ha messo in guardia dai pericoli di infiltrazione della criminalità  che potrebbe approfittare della semplificazione per l’apertura di club privati e sale da ballo.


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