Agguato ai francesi, Sarkozy minaccia il ritiro

PARIGI – Quattro soldati uccisi e quindici feriti, di cui otto gravemente. Quattro ragazzi senza armi, ammazzati a sangue freddo da un uomo che portava la divisa dell’esercito afgano. E a tre mesi dalle presidenziali, la morte dei soldati francesi riapre il dibattito sul ritiro delle truppe ancora in Afghanistan: Nicolas Sarkozy lo giudica possibile e si riserva una decisione nei prossimi giorni, Franà§ois Hollande promette il richiamo in patria dei 3 mila 600 militari mobilitati nel paese asiatico entro fine anno.
Dal 2001, i francesi hanno perso 82 soldati nella guerra contro i Taliban, ma l’episodio di ieri è particolarmente doloroso per le truppe transalpine. È avvenuto alla base di Gwan, a nord-est di Kabul. I soldati facevano footing, disarmati, senza nessuna protezione. Un uomo, equipaggiato con un’arma automatica, ha fatto fuoco. Per i francesi non c’è stato niente da fare. Il responsabile dell’attacco è stato fermato, il ministro della Difesa, Gérard Longuet, ha parlato di «assassinio».
Informato dell’episodio, il capo dello Stato ha subito reagito: «Se le condizioni di sicurezza non sono chiaramente fissate, allora si porrà  la questione di un ritorno anticipato dell’esercito francese». Sarkozy ha annunciato l’invio del ministro della Difesa sul posto e la sospensione immediata «di tutte le operazioni di aiuto al combattimento». Poi ha aggiunto: «L’esercito francese è a fianco dei suoi alleati, ma non possiamo accettare che uno solo dei nostri soldati sia ucciso o ferito dai nostri alleati. È inaccettabile, non lo accetterò». Nei prossimi giorni, dopo il rapporto che farà  Longuet, Sarkozy prenderà  una «difficile decisione». Una scelta che gli americani hanno preferito non commentare: «La decisione spetta ai francesi», ha detto un portavoce del Pentagono. Il candidato socialista all’Eliseo, Franà§ois Hollande, ha meno dubbi del presidente: in una breve dichiarazione alla stampa ha detto che, se sarà  eletto, richiamerà  in patria i soldati entro dicembre.
Finora, la Francia aveva intenzione di rispettare il calendario della Nato, che prevede un ritiro delle forze armate dall’Afghanistan nel 2014. L’anno scorso i francesi hanno rimpatriato 400 militari, quest’anno dovrebbero rientrare in 600 e Sarkozy parlerà  della situazione con Hamid Karzai, atteso a Parigi il 27 gennaio. La coalizione internazionale conta ancora 130 mila soldati, di cui 90 mila americani: i soldati transalpini ancora impegnati nella guerra ai Taliban sono 3 mila 600.


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VEDIAMO di capire. La distruzione dell’arsenale di armi chimiche del regime siriano, ancora lontana dal completarsi, non mette fine ai massacri (i massacratori di Assad se ne sono avvalsi come di un alibi) ma fa fare un passo avanti alla legalità internazionale e all’umanità.

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