“Grazie alla piena via i campi rom” la Lega provoca, esplode la polemica

TORINO – Il post sul sito del giovane deputato del Carroccio compare poco dopo le dieci e mezza di ieri. Anche Davide Cavallotto si rallegra per lo scampato pericolo a Torino e per il passaggio della piena del Po senza danni? No. Anzi. L’onorevole torinese della Lega Nord esulta per la pioggia, quella «pioggia che è riuscita nell’impresa in cui ha fallito il sindaco Fassino, ossia lo sgombero del campo nomadi abusivo lungo il torrente Stura». Un’area occupata senza permesso da poco meno di 500 persone, tra roulotte e baracche. Nomadi che nella notte tra sabato e domenica sono stati in parte trasferiti per evitare problemi con la piena del fiume. «Mi auguro che si provvederà  all’identificazione di tutti gli irregolari – aggiunge l’onorevole – se questo non dovesse accadere e i nomadi dovessero rioccupare abusivamente quell’area, la responsabilità  sarà  solo del sindaco. I torinesi vogliono meno salotti radical chic e meno zingari irregolari».
Poche parole, ma le frasi shock di Cavallotto innescano una reazione a catena di polemiche e imbarazzo pure centrodestra torinese. «Soltanto cinismo e razzismo possono aver ispirato le parole dell’onorevole leghista che invoca l’effetto anti-Rom della pioggia torrenziale», dice Rova Villecco Calipari, vicepresidente dei deputati del Pd. E il senatore dei Democratici, Roberto Della Seta, aggiunge che «i nubifragi spazzano via tutto tranne che la stupidità  di razzisti e imbecilli». Il segretario di Rifondazione, Paolo Ferrero, definisce «agghiaccianti» le parole del leghista e per Antonio Borghesi, vicecapogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera, si tratta di frasi «inqualificabili». A Torino nelle file del Pdl Maurizio Marrone, consigliere comunale, sfrutta «il buonismo sinistroide» per dire che chi «si è recato almeno una volta in una campo nomadi non potrebbe nemmeno concepire una battutaccia come quella di Cavallotto».
Il sindaco Fassino ridimensiona il peso del deputato: «Ho sufficiente buon senso per non attribuire a tutta la Lega le parole di un singolo esponente leghista». E aggiunge: «Si tratta di un problema che seguiamo da tempo, si lavora ad un progetto insieme al prefetto sulla base di un protocollo con il ministero dell’Interno. Una strada indicata dallo stesso ministro Maroni». E dopo il fuoco di fila arriva la replica di Cavallotto: «Al solito la forma conta più della sostanza. Non è questione di razzismo, un campo abusivo è insicuro. Tutto il resto è populismo».


Related Articles

Roma, il palazzo dei disperati che adesso imbarazza l’Italia

 L’attacco dell’Herald Tribune: offrono asilo ai rifugiati e poi li dimenticano   

L’altro bavaglio, sms dal lager nel deserto: noi innocenti, non fateci morire

Voci dall’inferno. Un appello disperato, una angosciante richiesta di aiuto. Non ascoltarla significa essere complici dei carnefici. Poche righe che danno conto di una situazione drammatica. Quella dei 200 eritrei deportati nel lager di Brak, nel sud della Libia. «Signore, signori, questo messaggio di disperazione proviene da 200 eritrei che stanno morendo nel deserto del Sahara, in Libia.

Alla frontiera di Claviere una questione umanità

Arrestiamo umani. Il prefetto Massimo Bontempi schiera la gendarmeria italiana. Intanto Torino e Hautes Alpe cercano di attutire i contrasti in nome del turismo

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment