L’assedio dei cattolici al premier “Troppi party, ora il passo indietro”

CITTà€ DEL VATICANO – «Dopo Todi! Dopo Silvio!». «Cambiare il presidente del Consiglio». “Alle spalle la stagione di Berlusconi”. Serve «un nuovo governo» e «un passo indietro» di «un premier che passa più ore ad organizzare divertimenti serali e sessuali che a governare». Commenti al veleno, analisi ed editoriali quasi tutti orientati a chiedere al presidente del Consiglio di gettare la spugna. Ma anche nuovi richiami per il «degrado morale delle istituzioni socio-politiche». Ecco gli umori che – all’indomani del seminario di Todi del 17 ottobre scorso – hanno preso a circolare nelle parrocchie e nelle diocesi tra i 190 settimanali diocesani (oltre un milione di copie distribuite) che, liberi dalle prudenze vaticane e delle gerarchie episcopali, danno una severa spallata al premier e invitano i laici cattolici ad essere più attivi sulla scena politica.
«La Chiesa ha il dovere di parlare senza calcoli e senza intenti politici», scrive, infatti, su La Voce di Assisi il vescovo Sergio Goretti. «La gente – ricorda – ha capito ed è nauseata del losco intreccio tra immoralità , festini equivoci e spregiudicati affari» e si chiede se «è proprio proprio vero che quello che avviene tra le mura domestiche non ha effetti sociali… quando si è sporchi dentro le maschere sono destinate a crollare! L’Italia è malata», e per salvarla «c’è urgente bisogno di persone preparate e serie». «In questi giorni caldi, dopo gli incidenti di Roma e l’incontro di Todi, ci si chiede se i cattolici si indignano, se si sono indignati e se si indigneranno», si interroga Frontiera (Rieti) nell’editoriale «Ma i cattolici si indignano?». Non meno tenero L’Avvenire di Calabria che sostiene l’inutilità  di «andare avanti ad ogni costo dentro tali scenari», auspicando «un decisivo passo indietro» degli attuali governanti. Amara l’analisi di Nuovo Cammino, diocesi sarda di Ales-Terralba, che si chiede “fino a quando sopporteremo Berlusconi e i suoi cortigiani” che «fingono che il premier sia vittima di una congiura mediatica, mentre invece è dedito alla beneficenza e all’assistenza delle fanciulle orfane e abbandonate… come è possibile continuare a conservare al governo un uomo che ha passato più ore ad organizzare i propri divertimenti serali e sessuali, mentre tanti cattolici continuano a sopportarlo pur avendo organizzato feste con ragazze vestite da suore erotiche, accompagnato a Roma Gheddafi che distribuiva il Corano, mentre i suoi alleati facevano battesimi padani?». «Il paese ha bisogno di una nuova moralità » a partire dai politici, sentenzia La Vita del Popolo (Treviso); Vita Trentina nell’editoriale “Il dopo Todi, il dopo Silvio” traccia scenari futuri sui cattolici in politica in vista un governo senza Berlusconi, che viene bocciato anche da Gente Veneta nell’editoriale “Quando il leader perde il carisma”. Il Nostro Tempo (Torino) nota con favore che a Todi i cattolici sono “tornati a parlare” tra di loro anche in vista di “un nuovo governo” orfano di Berlusconi; l’altro settimanale torinese, La Voce del Popolo, invita i cattolici ad assumersi responsabilità  politiche perché nel Paese «ci vuole aria pulita»; di «stagione con Berlusconi alle spalle» si legge anche su L’Unione Monregalese (Mondovì) e su Difesa del popolo (Padova) che nell’editoriale «Parole chiare per tutti» argomenta che «cambiare ora premier può essere un inizio, ma non basta certo a considerare risolta la pratica” del rinnovamento politico-morale.
Da qui l’invito ai cattolici a prendere posizione, scrive Il Popolo (Pordenone), per ridare vita ad una «buona politica per il bene comune». Tema ripreso da La Vita Cattolica (Udine), che nell’editoriale «Cristiani è tempo di scendere in campo» parla anche di «coerenza tra fede e vita privata». «C’è un tempo per la responsabilità » scrive Risveglio Duemila (Ravenna-Cervia), che nota come «la gente è disorientata, mentre chi governa fa i propri interessi personali, senza seguire gli interessi generali, o dà  sfogo alla propria insipienza e arroganza». Il Corriere Apuano (Massa Carrara-Pontremoli) auspica «una nuova stagione di unità  politica dei cattolici» perché «viviamo un momento di estrema gravità , il degrado avanza, soprattutto morale” anche per “quei governanti che si dichiarano cattolici sempre pronti a difendere i valori non negoziabili: ma quali sarebbero a questo punto i valori negoziabili?». «Il Paese ha bisogno dei cattolici, è questa la vera novità  di Todi», sostiene Il Nuovo Amico (Pesaro-Fano), che fa risalire le cause della attuale «grave crisi non solo a problemi economici-finanziari, ma anche alla decadenza della classe dirigente e alla fragilità  della presenza cattolica» nelle istituzioni.


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