“Primo ministro a tempo perso” Sesso, prostituzione e affari la ragnatela di Berlusconi e Tarantini

Bari. E con il numero uno della più grande azienda italiana, Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, per mezzo del telefono del premier. Le starlette si prostituivano, tra una partita di calcio e l’altra, per ottenere una parte nei programmi della televisione pubblica. E gli impegni internazionali erano quasi un ostacolo a un’unica vera aspirazione: «Passare le giornate con le mie bambine: io faccio il primo ministro a tempo perso».
Ecco la ragnatela del presidente del consiglio. A disegnare l’inimmaginabile scenario sono le 3.500 pagine depositate ieri dalla procura di Bari dopo due anni di indagine. Informative del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza, trascrizioni integrali di un migliaio di intercettazioni telefoniche. Tutti gli atti istruttori condotti dal procuratore di Bari, Antonio Laudati, e dai sostituti Ciro Angelillis ed Eugenia Pontassuglia che demoliscono la credibilità  del rappresentante dello Stato: durante una visita di Stato dell’allora presidente egiziano Mubarak, alla vigilia di un’importante riunione con Angela Merkel e Gordon Brown, mentre eleggevano Barack Obama, Berlusconi era impegnato con Patrizia, Marysthelle, Sonia, Carolina o la Vanessa di turno.

BERLUSCONI PAGA LE RAGAZZE E OFFRE LORO LAVORO
Il presidente del Consiglio ha sempre sostenuto che le sue feste altro non sono che «cene eleganti» e che non ha mai immaginato fossero frequentate da prostitute. Le carte della finanza testimoniano il contrario. È l’alba del 6 settembre del 2008, quando Vanessa di Meglio racconta a Tarantini di aver ricevuto soldi dal Cavaliere. Qualche ora dopo Tarantini parla con la Began presente a quella serata e le chiede com’era andata. «Io sono tornata a casa mia alle dieci – dice risentita – perché sai Lui (Berlusconi ndr) voleva che io rimanevo li a dormire. . però io non ho fatto un cazzo perché lui non mi mischia con loro». «Quasi a rivendicare – scrivono gli investigatori nella informativa inviata alla Procura di Bari – il ruolo di “Ape Regina”».
Berlusconi aveva ben presente che non si trattava di cene conviviali anche perché sceglieva gli ospiti maschi sulla base dell'”effetto” che poteva provocare alle ragazze. «Alla cena che si svolgeva la sera del 23 settembre 2008 – annota la Finanza – partecipavano tra gli altri Carlo Rossella Presidente di Mesusa Film e Fabrizio Del Noce direttore di Rai uno e direttore di Rai Fiction, invitati dal Presidente Berlusconi e da quest’ultimo “utilizzati” per fornire alle ragazze lo stimolo a partecipare alla cena nella residenza romana di Palazzo Grazioli».

“ME NE SONO FATTE SOLO OTTO”
Sono i primi giorni del 2009. Tarantini ha passato il Capodanno con Belen e ne parla con il Cavaliere. Che si confida: «Va bene senti io sono qua assediato da quando hanno visto che sono stato dichiarato da Playboy il politico più sexy sul libro che è venuto fuori il trenta… ha riportato questa cosa qui… io non ho scampo con questi qua. Ieri sera avevo la fila fuori dalla porta della camera… erano in undici… io me ne son fatto solo otto perché non potevo fare di più… non si può arrivare a tutto. Però stamattina mi sento bene sono contento della mia capacità  di resistenza agli assedi della vita… che cosa ci tocca fare la notte del primo dell’anno. Senti io ho qua tutti i letti occupati… queste non vanno via neanche con le cannonate… il prezzo è buono, il vitto anche. Sai ieri sono state sulle automobili tre ore… hanno fatto le gare non le tiravi più giù». Tarantini chiede: «Ma quante ragazze ci sono?». Berlusconi risponde: «Quaranta, intanto ho comprato una casa qui vicino per ampliare i posti… dodici posti in più».

L’AEREO PRESIDENZIALE
Tarantini e Berlusconi organizzano una delle loro serate. Il Cavaliere ha però un impegno improvviso e deve volare a Milano. Gianpi non si perde d’animo. «Cavaliere, veniamo insieme a lei a Milano» gli dice al telefono. Accanto ha Marysthell Polanco e altre ragazze che sono entusiaste dell’idea. «Se ci dà  mezz’ora, il tempo di fare la valigia, veniamo». Berlusconi è contento e carica tutti a bordo «dell’aereo presidenziale. Ma giunti a Milano – scrive la Finanza – salta la possibilità  di passare la serata in compagnia del presidente Berlusconi».

GLI APPALTI IN FINMECCANICA E PROTEZIONE CIVILE
Tarantini in un primo momento pensa di candidarsi all’europarlamento e ne parla prima con l’amica deputata Elvira Savino e poi con il presidente Berlussconi. «A un certo punto – annota la Finanza – punta all’affare più redditizio: entrare nel circuito dei lavori per le grandi opere pubbliche. Il primo passo verso la realizzazione di questa nuova “progettualità ” era stato compiuto grazie alla mediazione di Berlusconi, che aveva messo in contatto Tarantini con il capo della Protezione Civile, al fine di sondare la possibilità  di entrare a far parte della short-list della struttura tecnica della Presidenza del Consiglio». «Dopo i primi incontri – si legge ancora nell’informativa firmata dagli uomini del colonnello Antonio Quintavalle – Bertolaso aveva “dirottato” il neonato comitato d’affari sul gruppo Finmeccanica, con la prospettiva (iniziale) di entrare nel capitale di una società  di progetto, allora in fase di costituzione a cui sarebbero stati destinati i circa 280 milioni di euro che il Governo aveva stanziato per la gestione dell’approvvigionamento, anche tramite l’indizione e l’espletamento di gare ad evidenza pubblica, di materiali, opere e servizi per conto del Dipartimento della protezione civile». Berlusconi si occupa personalmente dell’affare tanto che, dopo averlo convocato a mezzanotte a Palazzo Grazioli, «confida a Tarantini di aver lasciato la brochure informativa sul gruppo Intini a Bertolaso (…) Ma mi raccomando, dice il premier, sii prudente».

PAOLO BERLUSCONI E ROBERTO DE SANTIS
«Le prospettive d’affare per il gruppo barese – ricostruisce la Finanza – a un certo punto però cambiano». Intini suggerisce a Tarantini di coinvolgere il presidente di Finmeccanica, Guarguaglini. Berlusconi si muove e riesce a combinare incontri con lui e con la moglie, Marina Grossi. Le trattative vanno molto avanti ma poi per motivi vari si bloccano. Intanto però Gianpi insieme con il suo amico Roberto de Santis, imprenditore molto vicino a Massimo D’Alema, provano a tirare dentro l’affare anche il fratello del premier, Paolo Berlusconi. «La discesa in campo del “fratello doveva far fugare i timori manifestati dallo stesso Gianpaolo di una sua possibile esclusione dal progetto imprenditoriale» scrive la Finanza. Ma l’idea svanisce: «In una serata a Palazzo Grazioli, Paolo Berlusconi rappresenta a Tarantini di non avere una società  “non riconducibile a lui” con cui partecipare all’affare. Problema che secondo De Santis era risolvibile costituendo una società  ad hoc».


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