“Andatevene, fate solo cose da cinesi” lo sfogo di Cancelli prima dello scoppio

ARPINO – «Voi è meglio che ve andate, sapete fare solo cineserie». Una frase inquietante che Claudio Cancelli avrebbe detto ai dipendenti poche ore prima dell’esplosione. A raccontarlo, un dipendente della fabbrica che aveva finito di lavorare verso le 13, A. S. e che potrebbe gettare uno squarcio sulle cause della tragedia costata la vita a sei persone: Cancelli, i suoi due figli, due operai e un dipendente di un’altra impresa di fuochi d’artificio che stava caricando alcune casse sul suo furgone. L’uomo, molto appassionato del suo lavoro, molto probabilmente stava progettando qualcosa di speciale, un effetto sbalorditivo da mostrare alla prossima sagra di Ponza.
Quella dell’errore umano, almeno in questa prima fase dell’inchiesta, è l’ipotesi principale su cui sta lavorando la procura di Cassino. Inchiesta difficilissima, forse impossibile visto che non ci sono testimoni e che la deflagrazione ha distrutto completamente la parte della fabbrica dove è avvenuto lo scoppio. Tutta l’area, ieri, è stata messa sotto sequestro mentre i carabinieri del Noe, dopo una serie di verifiche, hanno escluso che la tragedia possa aver provocato danni ambientali.
«Il momento più pericoloso è quello della miscelazione delle varie componenti – spiega il funzionario dei vigili Aldo Antonelli, che ha coordinato i soccorsi – basta un errore nel dosaggio delle componenti dei fuochi e si rischia di far saltare tutto in aria. Ma non si può neanche escludere che nel reparto di lavorazione, per cause che ancora non conosciamo, sia scoccata una scintilla». Di certo la “Pirotecnica Arpinate” sembrava una delle più sicure tra le quindici fabbriche che producono fuochi d’artificio nella zona, tanto da essere stata scelta dalla guardia di finanza come deposito giudiziario per i “botti” clandestini (quasi sempre made in China) sequestrati dalle Fiamme gialle.
«Quella dei fuochi d’artificio è una tradizione in tutti i 91 comuni del frusinate, forse per l’influenza della Campania – spiega il sindaco Bruno Vano – solo ad Arpino, oltre alla festa dell’Assunta, ci sono quelle delle contrade e tutti i centri, in autunno, festeggiano il patrono. Le imprese lavorano a pieno ritmo e spesso cercano di superarsi tra di loro con nuove trovate, con colori e fantasie inedite».
E mentre i paesi di Arpino, Isola del Liri, Veroli e Sora stanno preparando un lutto cittadino congiunto i corpi delle sei vittime sono stati trasportati all’obitorio di Cassino su disposizione del pm Francesco Carullo. I funerali, presumibilmente, non si terranno prima di venerdì prossimo. Il Senato, ieri ha osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime mentre il senatore del Pd Paolo Nerozzi ha chiesto al ministro del Lavoro Maurizio Sacconi di riferire, in aula, sull’accaduto.


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