La Germania rafforza il fondo “salva-stati”

MILANO – Terza seduta di recupero dei mercati azionari, che permette di mitigare il saldo negativo del mese di agosto, comunque il peggiore da tre anni (-15,5% il Ftse Mib italiano). Ieri è stato recuperato un 3,02% a Piazza Affari, in linea con le chiusure di Parigi (+3,07%), Londra (+2,39%), Francoforte (+2,5%), Madrid (+2,85%). Con i prezzi delle azioni che scontano sventure e crisi in quantità , sono stati colti alcuni spunti di acquisto generalizzati, che hanno riscaldato i titoli più legati alla congiuntura, come gli industriali e gli energetici.
Il principale di questi spunti è la sensazione, ormai quasi una certezza per gli operatori, che la Fed interverrà  a supporto della crescita americana, probabilmente nella sua prossima riunione del 20 settembre. Le minute della riunione del comitato Fomc, diffuse martedì sera, lasciano pochi dubbi sul nuovo – il terzo in pochi mesi – corpus di misure di politica monetaria in arrivo da Washington. Ne trarrà  beneficio, così ragionano a Wall Street, sia la domanda di titoli sia la crescita economica. Che ieri ha battuto un colpo, con il dato sugli ordini all’industria statunitense in luglio. Il Dipartimento del commercio ha mostrato una crescita del 2,4%, che sarebbe il 2,6% senza il settore difesa. Gli analisti stimavano ordini in aumento del 2%, nel mese scorso. Ma gli indici di New York, dopo un avvio promettente, si sono smorzati verso la parità  nel finale.
L’Europa azionaria è andata al traino, chiudendo la seduta sui massimi, confortata anche dalla notizia che, dopo iniziali recalcitranze, la Germania si è decisa ad appoggiare il progetto di rafforzamento del fondo Efsf, dal soprannome inequivoco “salva-stati”. La riforma del governo di Angela Merkel prevede un innalzamento del limite delle garanzie concesse dagli Stati dell’Eurozona a 780 miliardi, dagli iniziali 440 disposti per il fondo. È un passaggio importante per questo strumento pensato dopo la crisi 2008 e che sarà  operativo da fine mese, e diventerà  il salvagente nei casi di acquisto di titoli sovrani, ma anche – come suggerisce il presidente del Fmi, Christine Lagarde – per un nuovo round di ricapitalizzazioni bancarie nel continente. La notizia ha tenuto stabile l’euro, che ha chiuso a 1,4435 contro il dollaro.
A Milano, con scambi ancora estivi ma in crescita oltre 2 miliardi di euro, corrono i titoli energetici e dell’industria. Tra le blue chip si evidenziano Fiat che sale del 4,29%, Fiat Industrial del 7,46%, Pirelli del 6,68%. Exor, cassaforte del Lingotto, guadagna il 4,26%. Bene Finmeccanica con un +4,31%. In rialzo anche gli energetici, anche spinti dei prezzi petroliferi: la qualità  Wti, dopo un’apertura cedente attorno a 86 dollari al barile, si è portata sopra 89 dollari in reazione ai dati macro Usa, per poi chiudere in minimo calo a 88,81. Eni guadagna il 3,86%, la controllata Saipem +5,61%, Enel +2,78%, Saras +4,89%. Qualche incertezza tra i bancari, con Intesa Sanpaolo in parità  e Bpm in debole crescita, mentre Unicredit si riprende un 2,72%. Rialzi vicini al 5% anche per Prysmian, Lottomatica, Impregilo, Mediolanum, Tod’s, Luxottica.


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