Il laicismo impossibile di un Paese allo sfascio

Nel torrido della calamità  finanziaria e della crisi politica, lo spettacolo della visita del Papa a Madrid completa l’impressione di una realtà  pubblica inverosimile, come se la Spagna sprofondasse sempre più nelle allucinazioni, invece di risvegliarsi. Madrid è una città  irriconoscibile per noi che ci viviamo, inondata da moltitudini di giovani pellegrini che sembrano escursionisti felici, preda di un assurdo entusiasmo, con canti e balli in mezzo alle strade, con le loro camicette e i loro zaini, con le loro bandiere nazionali come se fossero tifosi di calcio, con i loro cappellini di paglia.
I giornali di destra da settimane dedicano pagine su pagine alla visita del Papa, e i loro commentatori sembra facciano a gara a chi dà  prova della più salda fede vaticana, dell’ostilità  più aspra verso chi non condivide l’entusiasmo per l’evento. Questa mattina, nell’ora in cui la comitiva papale viaggiava verso il centro di Madrid, nel cielo si udivano i motori degli elicotteri. Nell’aeroporto, le autorità  civili di uno Stato nominalmente aconfessionale facevano la coda per dare il benvenuto al capo visibile della Chiesa cattolica. Il re, la regina, il capo del governo, la presidente della regione madrilena, il sindaco di Madrid, il dirigente del Partito popolare che presumibilmente vincerà  le prossime elezioni, il presidente del Congresso, tutti, uno dopo l’altro, rendono omaggio al Pontefice, mentre per le strade la polizia vigila perché non si ripetano incidenti come quelli di ieri notte, quando pellegrini cattolici e manifestanti anti-Papa sono venuti alle mani alla Puerta del Sol. E intanto sui giornali, nelle poche pagine non dedicate alla visita papale, si pubblicano notizie su un altro dei protagonisti dell’estate, un toro chiamato Ratà³n che si è trasformato nella stella delle feste di paese. Le feste sono pagate dai Comuni, nonostante il tracollo dell’industria edilizia li abbia lasciati in un dissesto economico tale che non stanno più fornendo alcuni dei servizi sociali di loro spettanza. I ragazzi che corrono davanti ai tori di solito lo fanno in uno stato di alterazione etilica. La celebrità  del toro Ratà³n si deve anche al fatto di aver incornato a morte, in diverse cittadine, tre corridori. Il risultato è che altre cittadine vogliono avere il toro Ratà³n nelle loro feste e che i Comuni sborsano più denaro per averlo.
Una parte del disastro economico della Spagna è stato lo sperpero di denaro pubblico per lussi insensati, ma in questa estate di foschi presagi il fastoso allestimento della visita papale e le passioni di provincia per il toro Ratà³n sembrano indicare che non abbiamo molte speranze. È proprio di un Paese civile che le istituzioni pubbliche organizzino feste taurine? È giusto che un Paese che la Costituzione proclama aconfessionale sia messo sottosopra in questo modo per la visita di un capo religioso? La destra spagnola ripete ostinatamente che questi anni di governo socialista sono stati anni di aperta ostilità  alla Chiesa, ma è un dato di fatto che in Spagna le scuole cattoliche sono finanziate al cento per cento con denaro pubblico, che i rappresentanti della cittadinanza prendono parte regolarmente alle cerimonie religiose cattoliche e che perfino i ministri, quando giurano al momento di entrare in carica, lo fanno davanti a un crocifisso. Mentre la sinistra alimentava i suoi sogni e si sforzava di identificare la destra di oggi con quella dei tempi della guerra civile, questa destra politica stava cambiando il suo modello, passando dall’imitazione dei cristiano-sociali tedeschi all’identificazione con i Repubblicani americani nelle loro versioni più estreme, un miscuglio di integralismo religioso e ultraliberismo economico.
Tanto che molte persone progressiste in Spagna hanno la malinconica sensazione che, nonostante il presente e l’avvenire ci pongano di fronte a difficoltà  del tutto nuove, noi restiamo intrappolati negli stessi dibattiti di un secolo fa: il dibattito della razionalità  illuminata, che guarda con sgomento a eventi tribali come la celebrità  del toro Ratà³n, e il dibattito del laicismo, che sembra più lontano che mai dal trovare soluzione quando tutta la capitale del Paese viene paralizzata per l’arrivo del Papa.
(Traduzione di Fabio Galimberti)


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