Caos nelle Borse, Btp giù Il tonfo di Wall Street

ROMA — Il caos esplode mezz’ora prima della chiusura delle Borse europee. Quando vanno in tilt i listini delle piazze di Milano, Parigi, Amsterdam e Bruxelles. Momenti di panico che aggiungono tensione a un’altra brutta, bruttissima, giornata per i mercati. Per l’Italia, ancora nel mirino degli attacchi assieme alla Spagna, ma anche per tutta l’Europa e, oltreoceano, per gli Usa. Le cifre, a chiusura di contrattazioni, sono da dimenticare: Piazza Affari perde il 5,16%coi titoli principali in picchiata, Parigi il 3,9%, Francoforte il 3,4%, Londra il 3,43%e Madrid il 3,89%. Nel complesso le Borse del Vecchio continente bruciano circa 173 miliardi di euro, Wall Street cede più del 4%. Sui mercati, il Btp decennale italiano allarga il differenziale nei confronti del Bund tedesco di uguale durata, considerato il più affidabile, fino a 390,2 punti base, un nuovo record.
Lo spread dei titoli spagnoli sale fino a sfiorare i 400 punti mentre entrano decisamente nella zona delle oscillazioni i titoli del Belgio e soprattutto quelli della Francia che sfondano la soglia precedente di 84 punti arrivando sino a 86,6 punti, ai massimi. L’euro chiude appena sopra quota 1,42 dollari. La giornata era iniziata in altro modo: nell’attesa di novità  da parte della Bce le Borse aprivano sotto il segno della cautela e Piazza Affari tentava anche il rimbalzo in positivo facendo immaginare una reazione favorevole all’intervento del giorno prima in Parlamento del premier Silvio Berlusconi.
Anche il Btp sembrava più resistente, con uno spread ridotto fino a 354 punti. Poi però il vento cambiava. Iniziavano i cali dei listini. Anche se l’annuncio di misure per aumentare la liquidità  e la conferma dell’acquisto dei titoli di Stato dei Paesi più in difficoltà  da parte di Eurotower, sembravano poter dare respiro alle contrattazioni. Ma il sollievo durava poco: Wall Street apriva in ribasso dando la sterzata decisiva. A Francoforte poi emergeva che la Banca centrale tedesca si era messa ancora di traverso nella scelta della strategia da seguire nell’immediato. Cioè fino al momento in cui Bruxelles sarà  in grado di attuare, avendo ricevuto i consensi politici necessari, quel piano di interventi per la Grecia e per Portogallo e Irlanda atteso dai mercati. I trader rivelavano poi che la Bce stava sostenendo i titoli di questi ultimi due Paesi, ma senza l’intenzione di allargare l’azione a Italia e Spagna.
Crescevano infine i timori per la crescita economica, in frenata negli Stati Uniti e ridimensionata per l’Europa. Sui mercati tornava la tensione, i listini crollavano e i rendimenti dei titoli pubblici, Btp in testa, prendevano il volo. A Madrid, a Borse chiuse, il Tesoro annunciava la sospensione delle emissioni di metà  mese. In Italia si aspetta l’asta dei Bot del 10 agosto, anche se non con troppi patemi visto che si tratta di titoli a breve e il premio di rischio più di tanto non può salire.


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