Speculazione contro l’Italia Borsa ko, spread ai massimi e Draghi difende la manovra

MILANO – Una giornata vissuta pericolosamente. Con la corsa dello spread sui titoli di Stato alimentata dal susseguirsi di eventi incerti che hanno portato la forbice con la Germania, il Paese di riferimento, ai massimi storici dall’introduzione dell’euro. Scatenando il panico sui mercati perché lo spread, in sostanza, misura il rischio Paese. Più aumentano le difficoltà  e le possibilità  di fallimento, più cresce il rendimento che gli investitori chiedono allo Stato per acquistare il suo debito sotto forma di titoli di Stato. E lo spread di Irlanda e Portogallo è già  schizzato oltre i mille punti base, come a dire che per il mercato il fallimento è dietro l’angolo, quello della Spagna è arrivato a 283 punti, ma l’Italia ha iniziato ad avvicinarsi pericolosamente a Madrid, toccando la soglia dei 248 punti. E facendo scrivere al Wall Street Journal che Roma «rischia di prendere l’influenza spagnola».
Per gettare acqua sul fuoco, nel primo pomeriggio, è intervenuto il governatore di Bankitalia – e presidente in pectore della Bce – Mario Draghi che prima ha rassicurato sull’esito degli stress test per le banche, poi ha tranquillizzato il mercato parlando della manovra finanziaria annunciata dal Governo. Non si tratta di un giudizio, per il quale Draghi aspetterà  l’audizione in Parlamento, ma di una valutazione del percorso intrapreso e degli obiettivi indicati da Palazzo Chigi e attesi dall’Europa: «È un passo importante per il consolidamento dei conti pubblici». Prima di aggiungere: «Il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2014, con l’avvio di un calo del rapporto tra debito e Pil è un traguardo credibile».
Le dichiarazioni di Draghi dalla Francia, però, non hanno ottenuto l’effetto sperato perché spread è salito al record di 248 punti e Piazza Affari è crollata con il tonfo di Unicredit (-8%). E sì perché mentre il governatore esternava, dagli Stati Uniti arrivano i dati sulla disoccupazione, in aumento al 9,2%, e il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, assicurava che la manovra finanziaria sarebbe stata approvata entro l’estate. Proprio in quell’istante la Borsa di Milano ha toccato il minimo di giornata a – 3,8% per ripiegare a -3,47% in chiusura quando l’agenzia di rating Moody’s ha corretto il tiro sullo stato dell’Italia spiegando che le misure adottate sono «buone». Pur non nascondendo che il caso Grecia pesi sui conti della Penisola.
Eppure la mattinata si era aperta in un clima timidamente positivo nel segno degli acquisti a Piazza Affari e con il differenziale tra i titoli di Stato tedeschi e italiani di 219 punti. A scatenare il caos è stato prima il commento del Financial Times che metteva in dubbio la tenuta dei conti italiani, poi il timore, alimentato dalle agenzie internazionali, che Tremonti, travolto dallo scandalo che ha coinvolto il suo consigliere Milanese, potesse lasciare il governo. Anche in seguito al grande freddo sceso tra Berlusconi e il ministro dell’Economia reo di non aver tagliato le tasse: secondo il capo del governo Tremonti non «fa gioco di squadra». Ma questo ai mercati non importa, perché, soprattutto all’estero, il numero uno di Via XX Settembre gode di grande stima. E, infatti, il mini rimbalzo di Piazza Affari (da – 2,1 a – 1,54%) c’è stato proprio durante il pranzo chiarificatore tra Berlusconi e Tremonti. Poi le parole di Draghi, i dati Usa e il nuovo crollo.


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