Edison, salvagente russo per i conti Gazprom rinegozia i contratti del gas

MILANO – Arriva dalla Russia la ciambella di salvataggio per i conti disastrati di Edison. Dopo più di due anni di trattative, i vertici del colosso russo Gazprom hanno accettato di rinegoziare il contratto per la fornitura del gas con la società  di Foro Bonaparte, pari a due miliardi di metri cubi di metano all’anno.
Per gli addetti ai lavori si tratterebbe di uno sconto molto favorevole: sei centesimi al metro cubo che comportano un risparmio di 120 milioni di euro. Anche se nel bilancio 2011 la revisione del contratto comporterà  risparmi per complessivi 200 milioni, visto che la rinegoziazione ha un valore retroattivo, i cui benefici si estendono fino ai primi mesi del 2009.
È la prima volta che Gazprom accetta di rivedere i termini della fornitura. E si può dire che Edison abbia fatto da apripista a tutte le maggiori compagnie del settore in Europa occidentale, a cominciare da Eni, leader del settore gas in Italia. «Da domani i russi avranno la fila fuori dalla porta, non appena si sapranno i particolari della trattativa con Edison», è stato il commento di un operatore.
In verità , Eni ha un conflitto di interesse nella vicenda. Perché Edison ha trattato la rinegoziazione della fornitura con Promgas, società  controllata pariteticamente da Gazprom ed Eni. E se la società  guidata da Paolo Scaroni ha dovuto a sua volta approvare lo sconto a Edison, dall’altra ha sicuramente salutato con favore il via libera dei russi perché ora potrà  vantare lo sconto di sei centesimi come un precedente per chiudere la propria rinegoziazione. Puntando a un prezzo ancora più favorevole, visto che di gas dalla Russia l’Eni ne importa molto più di due miliardi.
La notizia arriva a pochi giorni dalla presentazione dei conti del primo semestre di Edison. Lunedì, l’ad Bruno Lescoeur – il manager francese che ha da poco preso il posto di Umberto Quadrino – comunicherà  ai mercati un altro trimestre negativo, più o meno in linea con il rosso dei primi tre mesi. I vantaggi della revisione con Gazprom si vedranno meglio alla fine dell’anno. Anche perché Edison ha in corso altre rinegoziazioni per 12,5 miliardi di metri cubi di gas (6 con l’Eni da Libia e Algeria e 6,5 con il Qatar per il rigassificatore di Rovigo).
Il motivo di tutte queste contrattazioni si chiama “take or pay”. È la formula con cui le utility si riforniscono di gas, pagando il metano anche quando non lo ritirano. Come è avvenuto in questo ultimo anno e mezzo, a causa del crollo dei consumi e del prezzo del gas sul mercato spot. A far scendere i prezzi è stata l’ampia disponibilità  di gas in arrivo ai rigassificatori europei, dopo la scoperta dei ricchi giacimenti di shale gas (metano che si estrae dalle rocce) negli Usa. Una abbondanza di materia prima che – unita al calo della domanda – ha mandato in tilt i conti di molte utility. E ora, con la mossa di Gazprom, il mercato potrebbe trovare un nuovo equilibrio. Anche se le società  europee si legheranno ancora di più al gigante russo.


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