“Uccidete il ministro traditore”, tre libici arrestati

PERUGIA – «Dovete uccidere il “traditore” Abdulrahman Shalgam». L’ordine di ammazzare l’ex ministro degli esteri libico, passato con gli insorti del nuovo governo provvisorio di Bengasi, era arrivato direttamente da Tripoli da uomini dei servizi segreti ancora fedeli a Gheddafi. L’omicidio del “traditore” doveva essere compiuto a Roma tra il 29 maggio e i primi giorni di questo mese. L’incarico di organizzare l’attentato era stato affidato ad Nuri Ahusain, il presidente della Lega degli Studenti Libici in Italia, arrestato ieri mattina dalla Digos di Perugia, che da mesi teneva sotto stretta sorveglianza lui e il suo gruppo di connazionali che vivono a Perugia, e che rappresentavano la rete segreta di Gheddafi in Italia pronta ad entrare in azione non appena fosse arrivato l’ordine finale da Tripoli.
A mettere in allarme la polizia e i servizi segreti italiani è stata una telefonata intercettata il 29 maggio scorso dalla Digos di Perugia, guidata da Lorenzo Manso. Ahusain, parlando con i suoi fedelissimi, li informava che bisognava mettere in azione il piano per uccidere l’ex ministro libico Shalgam che era giunto a Roma pochi giorni prima per insediarsi nell’ambasciata libica a capo della diplomazia del nuovo governo di Bengasi. L’attentato doveva essere compiuto in fretta. Ahusain, che si qualificava come agente dei servizi segreti libici, aveva compiuto un “sopralluogo” a Roma insieme a due connazionali per organizzare l’agguato. Il gruppetto era però seguito e monitorato da vicino dalla Digos, che a fine maggio ha fatto scattare il fermo per i due complici (poi tramutato in arresto) e ieri l’arresto di Ahusain.
«Tra gli atti più eclatanti contestati all’associazione, il tentativo, sventato dalla polizia, di invadere l’edificio che ospita la rappresentanza diplomatica dell’attuale governo transitorio libico di Bengasi, a Roma, al fine di cacciare l’attuale rappresentante diplomatico – si legge nell’ordinanza di custodia cautelare – espressione del Consiglio nazionale transitorio e di costringere quindi, con la forza, questo ultimo ad abbandonare la sede e a lasciarla in loro possesso». Anche l’ordine di assaltare l’ambasciata libica, secondo gli investigatori, era venuto dalla Libia e aveva come scopo anche quello simbolico di togliere la bandiera dell’opposizione che era stata issata nell’ambasciata. All’irruzione e all’uccisione di Shalgam avrebbero dovuto partecipare un gruppo di studenti libici e un altro gruppo di “mercenari” algerini arruolati a Napoli.
Ahusain, laureato in Scienze politiche, con un dottorato di ricerca all’Università  di Pisa, è uno degli uomini del regime libico di Gheddafi in Italia e, per anni, come presidente della Lega studenti libici in Italia, ha gestito i rapporti con le università  che ospitano gli studenti.

 


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