Droga e reati, 84.641 ingressi in carcere nel 2010 (-3,9%)

ROMA – Quali sono le implicazioni sociali del consumo di sostanze stupefacenti in Italia? Anche questo è messo in evidenza nella Relazione annuale al Parlamento, presentata questa mattina.

Disoccupazione. La percentuale di disoccupazione degli utenti dei Ser.T. è del 31%. Il maggior tasso di disoccupazione si registra tra le femmine. Inoltre, la percentuale di disoccupati risulta maggiore tra i consumatori di eroina rispetto ai consumatori di cocaina e cannabis. Il 4,0% degli utenti dei Ser.T. risulta essere senza fissa dimora.

Carcere. Nel 2010 gli ingressi totali dalla libertà  in carcere per vari reati sono stati 84.641 con un decremento dal 2009 del 3,9%. Nel 2010, la percentuale di ingressi di persone che presentavano problemi socio-sanitari droga correlati (assuntori occasionali o abituali di droga in assenza di dipendenza, soggetti assuntori con dipendenza) sul totale degli ingressi negli istituti penitenziari, rispetto al 2009, è diminuita passando dal 29% al 28%.  Sempre nello stesso anno, gli ingressi dalla libertà  di persone con problemi socio-sanitari droga-correlati sono stati di 24.008 unità , mentre nel 2009 erano stati 25180, quindi una riduzione di 1172 detenuti tossicodipendenti (-4,7%). Da segnalare che il numero di persone che hanno beneficiato degli affidamenti in prova (art. 94 D.P.R. 309/90) sono stati 2.022 nel 2009 e sono cresciute a 2.526 nel 2010 (aumento del +24,9%). “I soggetti affidati entrati direttamente dalla libertà  sono aumentati del 24% rispetto al 2009 – evidenzia la Relazione -. La popolazione dei tossicodipendenti in carcere risulta quasi esclusivamente di genere maschile, in prevalenza di nazionalità  italiana, con un’età  media di circa 33,8 anni. La maggior parte degli adulti tossicodipendenti in carcere associa il consumo di più sostanze (policonsumatori)”.

Minori. Le strutture di accoglienza per i minori che hanno commesso un reato sono di diverse tipologie. Secondo il Dipartimento della Giustizia Minorile, nel 2010 i minorenni assuntori di sostanze stupefacenti transitati nei servizi di giustizia minorile sono stati 860, con un decremento rispetto al 2009 del 16,9%. Oltre il 90% degli ingressi è caratterizzato da minori di genere maschile, per l’80% italiani, poco più che 17enni. La cocaina viene usata da questa popolazione con più frequenza rispetto all’eroina. Tra i minori italiani si registra un maggior uso di cannabis rispetto agli stranieri che, invece, fanno maggior uso di cocaina e oppiacei.
I reati più frequentemente registrati sono quelli di traffico e spaccio e nell’ultimo biennio si osserva un decremento dei reati commessi in violazione del D.P.R. 309/90. (da.iac)

 

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