Usa, Florida: immigrati nel mirino

Una stretta anti immigrati, così come già  avvenuto in Texas e Arizona, dove la politica locale ha approvato in passato disegni di legge molto discriminatori. Inoltre, secondo i più scettici, l’attuazione del progetto potrebbe dare un duro colpo all’economia della regione, considerando l’alto numero di lavoratori ‘irregolari’ impiegati nelle aziende locali.
Secondo alcuni dati relativi al 2010, infatti, circa il 6 per cento dei lavoratori del settore dell’agricoltura e del turismo non si trova in possesso di regolari documenti. Non solo. Anche il settore dell’edilizia negli ultimi anni ha visto un aumento vertiginoso dell’utilizzo di manovalanza proveniene dal centro e sud America.

Non è d’accordo uno dei promotori del progetto, il repubblicano Will Snyder, presidente della Camera dei Rappresentanti dello Stato della Florida. Snyder sostiene che rispetto alle prime bozze del disegno di legge, quello approvato sarebbe più ‘moderato’ e comunque, non paragonabile a quello approvato in Arizona (il famigerato SB 1070).
Forse si riferisce al fatto che uno dei punti fondamentali del progetto, quello che obbligava le aziende che hanno contratti con il governo federale ad utilizzare un sofisticato e costoso sistema elettronico per controllare lo status dei propri dipendenti, non ha avuto successo.
Avrebbe convertito i datori di lavoro in agenti dell’uffico immigrazione” dicono i manifestanti fuori dal palazzo del Senato a Tallahassee, capitale dello Stato.

Nella sola Florida, circa 800mila cittadini sono immigrati. In tutto il Paese sono circa 11 milioni. E i numeri sembrano in continuo aumento, nonostante le misure adottate dall’amministrazione di Washington.

Dunque, una volta ancora gli immigrati, che sono sprovvisti di una regolare documentazione, verranno trattati come esseri umani di serie B, in quello che pretende di essere lo stato più democratico e libero del mondo.

“Siamo alle solite” dice Rosario Duarte Solis, attivista per i diritti umani contattato da PeaceReporter. “E’ una legge schifosa, colpisce cittadini che già  hanno difficoltà . Dovrebbe essere rivista al contrario: chi viene negli Usa dovrebbe trovare comprensione e aiuto. Invece si stanno continuando a proporre disegni di legge che penalizzano solo quelle persone che vorrebbero cambiare vita e migliorarla. Io dico no a questa legge, come molti altri che in questi giorni hanno manifestato il loro dissenso. E dico no al maltrattamento e alla discriminazione dei cittadini immigrati. Infine vorrei ricordare a tutti gli yankee che i primi e principali immigrati in terra americana siete voi. Siete voi che siete stai esiliati dalla corona d’Inghilterra e avete distrutto tutto ciò che avete trovato e ucciso tutti gli appartenenti alle tribù di nativi” conclude Duarte Solis.

 “I progetti del Senato continuano imperterriti ad essere strumenti di discriminazione razziale” ha detto Subhash Kateel, coordinatore nazionale della campagna pro immigrati Somos Florida.
In ogni caso, ora, il dibattito è aperto e non mancheranno discussioni e polemiche. Netta la posizione degli interessati, gli immigrati, che hanno a lungo manifestato in questi ultimi giorni scandendo slogan e esibendo cartelli su cui c’era scritto: “I padri fondatori della patria avevano forse i documenti in regola? Anche noi siano gli Stati Uniti d’America”.

 


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