Un socio indiano per la De Tomaso “300 mila auto sul mercato asiatico”

GINEVRA – Arriva un socio indiano per De Tomaso. Un partner che dovrebbe portare nelle casse della società  di GianMario Rossignolo un centinaio di milioni di euro. Il closing dell’operazione è fissato entro fine marzo. Dell’intesa fa parte anche una joint venture in India per la produzione di 300 mila utilitarie destinate al mercato asiatico e commercializzate con il marchio Fissore. Ufficialmente la De Tomaso non commenta: «Non ci esprimiamo mai sui rumor», dice Rossignolo. Informalmente la società  fa sapere che «attualmente sono allo studio diversi dossier con l’estero ma in ogni caso non avranno ripercussioni sui progetti italiani già  annunciati in Piemonte, Toscana e Sicilia». La messa a punto dell’operazione spiega perché in questi giorni a Ginevra si aggirasse per lo stand della casa torinese il signor Joachim De Sousa, incaricato dal governo di Delhi di proporre in Occidente partecipazioni in cambio di tecnologie. Il signor De Sousa fa infatti parte di quella task force governativa che attende con impazienza la firma dell’accordo tra l’Ue e il governo di Delhi per far cadere le barriere doganali e rendere libero l’utilizzo in India delle tecnologie europee. L’accordo dovrebbe essere firmato prossimamente. L’operazione De Tomaso-India prevede che l’emissario del governo indiano crei a Londra una società  per rilevare il 30 per cento della società  italiana. In quel modo entreranno nelle casse di Rossignolo circa 100 milioni di euro. Contemporaneamente la stessa società  inglese rileverà  uno stabilimento indiano già  utilizzato dalla Gm e successivamente dismesso per effetto della bancarotta della casa di Detroit. Nella fabbrica lavoreranno 2.500 dipendenti che realizzeranno un’utilitaria destinata al mercato indiano. La vettura sarà  progettata in Italia e costruita con il sistema di stampaggio laser già  utilizzato da De Tomaso per i progetti italiani. Il personale che dovrà  guidare la fabbrica nel nord dell’India sarà  addestrato in Italia. I vertici della De Tomaso hanno colto l’occasione ginevrina per rispondere alle perplessità  dei palazzi romani sulla loro reale intenzione di impegnarsi nel rilancio di Termini Imerese: «Abbiamo presentato a Invitalia un piano industriale con precisi impegni e la richiesta di precise garanzie. Al rispetto di quegli impegni da parte nostra e di quelle garanzie da parte del pubblico è legata la possibilità  di realizzare l’investimento», spiega Gianluca Rossignolo, uno dei due figli (l’altro è Edoardo) che collaborano con il fondatore alla conduzione della società . Aggiunge Gianluca Rossignolo: «Il nostro piano ha ottenuto l’approvazione di Invitalia ed è dunque entrato nella short list dei progetti che si realizzeranno nell’area. Non abbiamo motivo di credere che gli impegni assunti vengano disattesi».


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