La Cassazione: spetta ai pm stabilire se il reato è ministeriale

ROMA – La Cassazione conferma: spetta solo al giudice, e non al Parlamento, decidere se il reato commesso da un membro del governo sia di rango ministeriale. Una decisione presa sul “caso Mastella” che irrompe nel Rubygate. La maggioranza sostiene che a giudicare il premier (a giudizio per corruzione e prostituzione minorile) debba essere il tribunale dei ministri. Un modo per stoppare il processo visto che in quel caso la Camera avrebbe la facoltà  di negare l’autorizzazione a procedere. Ma per la Cassazione non è così. La sentenza depositata ieri lo dice chiaro e tondo: «Il potere di qualificazione del reato spetta sempre all’autorità  giudiziaria», in prima battuta al pm. Un giudizio che smonta le pretese di Pdl, Lega e Responsabili, che proprio domani in giunta per le autorizzazioni tenteranno il blitz. Lo scopo è quello di chiedere all’aula di Montecitorio di sollevare subito il conflitto di attribuzione per poi sventolarlo alla prima udienza del premier, in calendario per il 6 aprile. Ma la Cassazione si mette di traverso al piano ideato dai difensori del premier. La sentenza, infatti, prevede che la Camera possa sì sollevare il conflitto se ritiene di essere stata «lesa nelle sue prerogative», ma deve dimostrare «con una qualche consistenza» la presenza di un «nesso funzionale» tra il reato ipotizzato e le competenze di governo dell’imputato. «Non possono farlo», dice il finiano Nino Lo Presti, membro della giunta per le autorizzazioni. Nel caso Ruby, secondo il Pdl Berlusconi avrebbe telefonato alla questura di Milano (maggio 2010) per far rilasciare Ruby per evitare un caso internazionale (credeva fosse la nipote di Mubarak, sostengono premier e maggioranza). Subito il Pd chiede di ritirare la richiesta di conflitto di attribuzioni. «La Cassazione smonta definitivamente la tesi dei capigruppo Cicchitto, Reguzzoni e Sardelli», afferma Marilena Samperi. Quindi Lo Presti annuncia che, insieme all’Udc, domani chiederà  l’audizione in giunta «dei più noti costituzionalisti italiani». Anche il Pd lo farà . Si tenta di prendere tempo e disinnescare i piani del governo in vista dell’udienza del 6 aprile. Ieri intanto la procura di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti per il tentativo di due “emissari” italiani di corrompere un funzionario dell’anagrafe marocchina per modificare i dati di Ruby, retrodatando di due anni la sua nascita e far cadere le accuse al premier di avere avuto rapporti con una minorenne. Il reato ipotizzato è «tentata corruzione». Il fascicolo è stato aperto dopo la denuncia firmata dall’avvocato del premier Nicolò Ghedini a seguito delle notizie di stampa sulla vicenda.


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