Il Cairo, sassi contro il Nobel Baradei

IL CAIRO – Pesante contestazione dei fondamentalisti islamici contro Mohamed al Baradei: un gruppo di integralisti ha gettato sassi contro il premio Nobel per la pace egiziano, mentre questi andava a votare per il referendum in corso sulla Costituzione, nel seggio in un quartiere nel quale vi sono stati feroci scontri le settimane scorse. Il seggio era pieno di fondamentalisti islamici e prima che El Baradei riuscisse a entrare, almeno 300 ragazzi inferociti gli hanno lanciato pietre gridando: «Non ti vogliamo» o «Non ti voteremo». L’ostilità  nei confronti dell’ex capo dell’Aiea, è in genere causata dalla percezione che sia «paracadutato dall’alto» e che non conosca il paese, oltre a essere apertamente sostenuto dagli Stati Uniti. In serata fonti dello staff di El Baradei hanno comunicato che il leader del movimento per il Cambiamento e la moglie, con lui al seggio, stanno bene, dopo essere stati frettolosamente allontanati dalla rissa. Lo staff non precisa dove si trovi ora l’esponente politico, né dove andrà  a votare. Più tardi lo stesso Mohamed El Baradei ha commentato in un messaggio su Twitter l’aggressione subita: «Fare un referendum in assenza di sicurezza è irresponsabile», ha detto il premio Nobel, raccontando di essersi recato a votare e di essere stato attaccato da un gruppo di «teppisti» mentre attorno «non c’era un solo poliziotto». «I resti del regime di Mubarak continuano a manipolare le sorti del paese. Perché non sono stati arrestati?», si è chiesto El Baradei. Il primo voto del dopo Mubarak ha visto una grande partecipazione popolare, dopo anni in cui l’affluenza non raggiungeva il 40 per cento. Gli egiziani sono arrivati in massa alle urne per decidere su un pacchetto di dieci emendamenti alla Costituzione, riguardanti soprattutto la candidatura e il mandato del presidente della Repubblica. I Fratelli musulmani e il partito dell’ex raìs sono di fatto sostenitori del “sì”, mentre i movimenti giovanili e i sostenitori della rivoluzione preferiscono puntare a un testo costituzionale completamente nuovo.


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